il Comitato Valcellina dinnanzi al problema delle due grandi dighe sul torrente Cellina
Il 2026, per il Comitato Valcellina, potrà costituire l’ anno spartiacque per la nostra Regione Fvg per affrontare il problema delle due grandi dighe sul torrente Cellina in mano a due padroni ( Edison e Consorzio Bonifica Cellina Meduna) costretti in un matrimonio forzato che non ha portato bene sia ad entrambi sia al nostro territorio. Interrimento degli invasi e laminazione delle piene sono due problemi che devono essere risolti da un unico concessionario considerato il sistema di due dighe a cascata sullo stesso bacino idrico. Entro il 1 aprile del 2026, come prescritto dalla LR 21/2020 sul rinnovo delle concessioni idroelettriche, il concessionario idroelettrico Edison ha consegnato alla Regione il Rapporto di fine Concessione in cui elenca i beni in stato di efficienza che le restituirà nel 2029 al fine di poter procedere a inserirlo nei bandi di gare per rinnovare la concessione. E sempre nel 2026 il Consorzio Bonifica Cellina Meduna, messo a costruire e gestire l’ invaso sperimentale di Ravedis, vedrà, dopo oltre 40 anni, il collaudo della diga. Ora questi due gestori mica si sono comportati bene con il nostro territorio: il primo, quello idroelettrico, ci riconsegnerà un invaso interrito dopo averlo sfruttato a dovere per fare profitti per sé; il secondo, l’ irriguo, non potendo usufruire della capacità dei 22 milioni di m3 dell’ invaso gestito, ma solo di 7 milioni per mancanza del suo collaudo, ha sfruttato l’ invaso di Barcis per irrigare e per laminare le piene, funzione questa propria di quello di Ravedis. I due sfruttatori delle risorse idriche, lasciati scorrazzare dalla Regione, hanno lasciato al nostro territorio insicurezze ed emergenze pagate sempre con denari pubblici. Infatti la Regione, per non affrontare di petto il problema della corretta gestione delle due dighe sullo stesso bacino idrico, ha inserito le continue emergenze sempre nella voce ” dissesto idrogeologico” lasciando privatizzare i vantaggi dei gestori e spalmando invece il costo per riparare i danni da loro lasciati sulla comunità. Per noi un danno erariale irresponsabile che la Regione non credo riconosca aver fatto.
Il Comitato Valcellina chiede alla Regione che sia il momento, proprio grazie alla LR 21/2020 sul rinnovo delle concessioni, di pensare a mettere un unico gestore per le due grandi dighe a cascata al fine di pervenire ad una gestione integrata dei sedimenti dell’ asta fluviale del Cellina. Lasciarla a due padroni è accelerare il processo del loro degrado e all’ aumento del costo per il loro recupero: oggi le dighe di Barcis e di Ravedis agiscono come due trappole che bloccano i sedimenti, tragico evento che non solo toglie spazio alla riserva idrica ma anche affama il letto del Cellina a valle che senza sedimenti si erode e mette a rischio ponti e falde. Il Laboratorio sullo sghiaiamento di Barcis è stato un fallimento proprio perché mancavano i due padroni anzi mai erano stati invitati a parteciparvi.
Il Comitato Valcellina auspica che questo 2026 induca la Regione a far riportare la mole enorme dei sedimenti, accumulatisi oltre le due dighe in modo naturale con la spinta della corrente dell’ acqua, studiando di usare Ravedis come canale di tramite per i sedimenti di Barcis: si risolverebbero così sia i problemi dell’ interrimento di entrambi gli invasi sia quelli di laminazione delle piene. Due obiettivi questi da non tenere più sganciati come i due padroni delle dighe stan facendo avendo interessi diversi riguardo l’ uso delle acque. Occorre affidare le due dighe ad un padrone solo, onde evitare tra breve di ritrovarci con due vasche di fango non più in grado di trattenere l’ acqua in caso di piogge più intense del solito. E il nuovo sfioratore ausiliario di superficie in costruzione da parte di Edison nell’ invaso di Barcis, per metterlo in sicurezza dato il suo elevato interrimento, sarà solo un adempimento obbligatorio per avere più scarichi a disposizione ( visto che quello di fondo sarà vicino a essere sommerso dal fango), ma di fatto sarà un’ opera solo utile a svuotare l’ acqua da invasi interriti incapaci però di trattenerla e quindi incapaci di laminare le piene. Sganciare l’ interrimento dalla laminazione delle piene fa il gioco dei due padroni, ma non quello del territorio e delle nostre risorse pubbliche, acqua e suolo. Per Edison infatti interrimento e laminazione sono problemi non propri; per il Consorzio, neppure, visto che continua a
sfruttare le acque dell’ invaso del concessionario Edison per irrigare e laminare le piene in attesa che quello di Ravedis sia pronto. E fin che la barca va, i due gestori la lasciano andare. La Regione deve porre fine a questo andazzo e approfittare della legge regionale di rinnovo per trovare un concessionario unico per le due dighe sull’ asta del Cellina; un concessionario che le presenti un progetto con interventi ordinari di manutenzione che mettano in sicurezza il territorio evitando che si continui a sfruttare le idriche pubbliche privatizzando i vantaggi e spalmando i costi dei danni sulla comunità.
Fabia Tomasino Comitato Valcellina




