Il Fvg è sempre meno regione accogliente per la fauna

Accesso più ampio a una seconda Riserva di caccia, anche per quelle di dimensioni ridotte, e contributi maggiori per le attività di gestione faunistico-ambientale, parola quest’ultima che ci pare fuori luogo. Sono le principali novità contenute in due delibere della Giunta Fedriga che modificano i regolamenti attuativi della legge regionale 6/2008 in materia di programmazione faunistica ed esercizio dell’attività venatoria, sulle quali la IV Commissione, presieduta da Giuseppe Ghersinich (Lega), ha espresso parere favorevole a maggioranza traversale, e anche questo ci pare doloroso.

La prima modifica riguarda l’accesso dei cacciatori a una seconda Riserva. In particolare, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e di montagna, Stefano Zannier, ha ricordato che “dal 2023 i cacciatori possono chiedere l’ammissione a una seconda Riserva, ma il limite del 10% dei posti disponibili impediva di fatto alle realtà più piccole di accogliere nuovi soci”.

“Sono 22 – ha precisato l’assessore – le riserve interessate: si consentirà loro di ammettere almeno un cacciatore in soprannumero”. La modifica regolamentare chiarisce inoltre gli adempimenti per chi viene ammesso a una seconda Riserva. Il cacciatore dovrà chiedere l’aggiornamento del tesserino regionale di caccia entro il 31 gennaio dell’annata venatoria in corso. Il mancato aggiornamento inciderà sul perfezionamento e sul mantenimento dell’ammissione.

La seconda delibera, invece, riguarda i contributi regionali destinati alle Riserve per le attività di gestione faunistico-ambientale e per gli interventi di miglioramento ambientale. Il contributo massimo concedibile sale del 20%, passando da 5mila a 6mila euro, dando attuazione, come spiegato dall’assessore, a un ordine del giorno, presentato dal consigliere regionale del Pd Diego Moretti, in occasione della legge di stabilità 2025.

Tra le modifiche previste, anche l’eliminazione del riferimento al regime de minimis agricolo, “in quanto – ha affermato Zannier – le attività di caccia sono state considerate prive di rilevanza economica e dunque non soggette alla disciplina degli aiuti di Stato”.

Contrarietà alle due delibere è stata espressa da Rosaria Capozzi (M5S) e Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), secondo i quali “vanno nella direzione di favorire la caccia”. Critiche anche da Giulia Massolino (Patto per l’Autonomia-Civica Fvg), che ha invocato “un salto culturale nella gestione faunistico-venatoria, con una maggiore attenzione alla tutela della fauna e della biodiversità”, e da Serena Pellegrino (Avs) che ha ribadito la necessità di “ridurre le giornate di caccia”. Per il Pd è intervenuto Nicola Conficoni, che ha espresso contrarietà soprattutto alle modifiche relative all’accesso alle Riserve e ha allargato il confronto al disegno di legge nazionale sulla caccia. In replica, Zannier ha ricordato che “gli equilibri della gestione venatoria sono definiti dal Piano faunistico regionale, sottoposto a Valutazione ambientale strategica e costruito anche sulla base delle indicazioni dell”Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e del confronto con i portatori di interesse”.

Tutela della biodiversità. Honsell (open) condanna le disposizioni crudeli e chiede metodi più etici

“Come Open Sinistra FVG oggi abbiamo espresso parere contrario a due modifiche ai regolamenti relativi alle riserve di caccia. Entrambi vanno nella direzione di favorire l’attività venatoria e dunque ci trovano contrari. Non solamente vanno contro la tutela della biodiversità ma favoriscono chi prova soddisfazione nell’uccidere un altro essere vivente, come attività di evasione.
Successivamente mi è stata data risposta all’interrogazione che come Open Sinistra FVG avevamo fatto alla Giunta circa un anno fa per denunciare la crudeltà dell’abbattimento avvenuto nel pordenonese di una mamma cinghiale in fase di allattamento e dei suoi numerosi cuccioli. Mi è stato risposto che non si trattava di attività venatoria, ma di vera e propria attività di contenimento nel contrasto alla peste suina. Tale azione per legge prevede di uccidere in via preferenziale le femmine e gli esemplari giovani o piccoli. Ho trovato inquietanti queste disposizioni crudeli previste da misure sanitarie, quindi dell’assessorato alla salute. Ho auspicato che si provveda al contenimento dei capi malati e non indiscriminatamente di tutti i capi.
È necessario sviluppare altri metodi più etici per gestire le relazioni tra le specie. La tutela della biodiversità dovrebbe prevedere azioni più prudenziali, altrimenti se continuiamo a eliminare specie porteremo anche la nostra all’estinzione.” Così si è espresso Furio Honsell, Consigliere regionale di Open Sinistra FVG.

Caccia. Capozzi (M5S): Secco no a delibere Giunta, dannose per fauna ed ecosistema

“Il mio è un secco e categorico ‘no’ ai contenuti di entrambe le delibere giuntali. Un orientamento che prende, ovviamente, origine dalla mia contrarietà di base al tema della caccia. Per quello che mi riguarda, dunque, si tratta di una posizione concettuale inamovibile che va a contestare la logica di fondo delle istanze sottoposte oggi alla nostra attenzione”.

Lo evidenzia, attraverso una nota stampa, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) che qui ribadisce quanto già espresso questo pomeriggio nell’emiciclo di piazza Oberdan a Trieste nel corso dei lavori della IV Commissione.

“Con le due delibere, in primis, si vuole espandere e agevolare l’attività venatoria – aggiunge l’esponente pentastellata – a completo discapito della tutela della fauna. La delibera vuole consentire alle riserve più contenute, caratterizzate da meno di dieci cacciatori e, per definizione, aree piccole, di ammettere almeno un soggetto in sovrannumero. Facendo ciò, si va in direzione contraria rispetto a un Piano faunistico regionale che aveva esplicitamente previsto una presenza umana di dieci soggetti e, quindi, senza alcuna possibilità di aumento”.

“Inoltre – sottolinea Capozzi – anziché investire in evolute politiche e lungimiranti attività di conservazione ecologica, nonché di tutela della biodiversità, si sceglie di optare per un aumento di risorse pari al 20% per destinarlo, con scelta poco avveduta, alle riserve di caccia”.

“Non possiamo assolutamente condividere questo inaccettabile investimento, contrario ai nostri principi e ai nostri valori. Invece di disincentivare l’attività venatoria – conclude Capozzi – si continua così a supportarla con ostinazione, miopia e crudeltà”.