Il mondo agricolo arranca, intanto lungo le filiere alimentari c’è chi abusa della sua posizione dominante

Ci risiamo. Mentre il mondo agricolo arranca, lungo le filiere alimentari c’è chi abusa della sua posizione dominante per aumentare i propri margini di guadagno.  Tutto questo sulle spalle dei produttori e, probabilmente, infrangendo la legge. Si apre così l’appello “fermiamo le aste” lanciato  dall’associazione ambientalista ” Terra!”  impegnata dal 2008 a livello locale,
nazionale e internazionale in progetti e campagne sui temi dell’ambiente e dell’agricoltura ecologica.  Scrivono da Terra, andiamo con ordine: Con una nuova inchiesta pubblicata su Internazionale, Fabio Ciconte, presidente di Terra!, e Stefano Liberti, giornalista e scrittore, hanno portato alla luce un vecchio vizio di alcuni attori delle filiere agroalimentari: le aste online per acquistare prodotti alimentari. A quanto emerge dalle interviste e dai dati contenuti nell’inchiesta, la grande centrale di acquisti Constellation avrebbe fatto ricorso al meccanismo delle aste al ribasso per acquistare dall’industria di trasformazione 8,5 milioni di confezioni di derivati del pomodoro — passate, pelati, polpe e concentrati — per un totale di circa 15 mila tonnellate di prodotto. Constellation è una centrale europea d’acquisto. Nell’inchiesta è descritto come “uno di quegli attori invisibili al consumatore finale che, negli ultimi anni, hanno assunto un peso crescente nella definizione del prezzo del cibo.” Si tratta di un ulteriore anello delle filiere agroalimentari. Grandi centrali che acquistano contemporaneamente per più gruppi della distribuzione, concentrando un enorme potere contrattuale.

In questo caso, risulta che l’asta fosse stata organizzata insieme al gruppo MARR, controllato da Cremonini S.p.A., leader in Italia nella distribuzione specializzata di prodotti alimentari e non-food destinati alla ristorazione extra-domestica, noto come foodservice. Avrebbero partecipato altri cinque grandi operatori europei.

Dopo l’inchiesta, il gruppo Marr avrebbe deciso di non dare seguito alla procedura di gara, sospendendone gli effetti. Una decisione significativa, che segna un primo risultato concreto. Resta però aperta la questione degli altri operatori europei coinvolti nell’iniziativa, che a quanto ci risulta non paiono al momento orientati a fare passi indietro.

Intanto però, sempre in questo periodo, Eurospin, il più grande discount italiano, ha deciso di sfruttare meccanismi legali ma orientati sempre a spingere i prezzi al ribasso. Questa dinamica può portare gli altri attori delle filiere a comprimere i costi, rivalendosi sulla manodopera. E’ anche a causa di questa spasmodica ricerca del prezzo basso operata da discount e supermercati che nei nostri campi c’è così tanto sfruttamento.

Cosa sono le aste al ribasso e come funzionano

“Vedete, è come giocare alla slot machine”. Così, nel 2017, Francesco Franzese descriveva le aste online al doppio ribasso in un’intervista di Fabio Ciconte e Stefano Liberti per Internazionale. “Funziona così” continua “ti arriva una email in cui ti si chiede a quale prezzo sei disposto a vendere una partita di un tuo prodotto, per esempio un milione di scatole di passata. Tu fai un’offerta. Il committente raccoglie le offerte e poi convoca un nuovo tender. L’offerta più bassa diventa la base d’asta”.

Il meccanismo delle aste elettroniche inverse, o al doppio ribasso, è una pratica usata dai grandi gruppi di acquisto e da parte della GDO per assicurarsi la fornitura di diversi prodotti confezionati: oltre al pomodoro, l’olio, il caffè, i legumi e le conserve di verdura. La partecipazione all’asta avviene a seguito di una prima convocazione via e-mail, in cui si chiede a tutti i fornitori di proporre un prezzo per la vendita di un determinato stock di merce. Raccolte tutte le offerte, il committente convoca un nuovo tender utilizzando quella più bassa come base d’asta. Effettuando il log in su una piattaforma digitale, senza sapere chi siano gli altri partecipanti, il fornitore ha pochi minuti per competere, ribassando ulteriormente nel tentativo di assicurarsi la commessa. Il meccanismo delle aste è stato reso illegale in Italia dal Decreto Legislativo n. 198 del 2021 e in Europa dalla Direttiva sulle pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare (2019/633).

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