Il Senato vota la fiducia al governo con 156 voti a favore, 140 contrari e 16 astenuti. Boccata d’ossigeno per Conte, ma la maggioranza resta in bilico

Il Senato ha votato la fiducia al governo Conte con 156 voti a favore, 140 contrari e 16 astenuti (IV). Due senatori di FI hanno votato a favore, Rossi e Causin. Ma forse il voto che potrebbe avere maggior peso  a favore di Conte è quello del senatore Nencini  detentore del simbolo di Italia Viva che ha votato in difformità alle indicazioni di Matteo Renzi. Molti osservatori infatti interpretano questo fatto come preludio ad un possibile ritiro del simbolo con la conseguenza che Renzi non avrebbe più gruppo parlamentare autonomo con conseguenze sulla partecipazione nelle commissioni. Insomma verrebbe meno gran parte dell'efficacia di veto dei renziani sul lavoro parlamentare. Comunque il dato di oggi resta che dopo il via libera di ieri alla Camera Conte ha ottenuto la fiducia anche in Senato.  I votanti erano 312 e la maggioranza richiesta era di 149 e con 156 voti c'è la maggioranza relativa. Difficilmente infatti le 16 astensioni dei renziani si sommeranno tutti ai 140 voti delle opposizioni. Insomma  l’esecutivo resta a galla e, a sorpresa, registrando anche i voti favorevoli di due senatori di Forza Italia, Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin. Di certo per l'opposizione c'è poco da essere contenti, ma anche per il governo c'è poco da festeggiare perchè la situazione regala agli italiani una maggioranza di governo  sicuramente debole. La speranza di Conte e delle forze che lo sostengono è che dia frutto la ricerca di una maggioranza più solida. Conte del resto ha di fatto chiesto in questi due giorni una sorta di accordo di programma di fine legislatura, ma solo nelle prossime settimane sarà possibile vedere se questa scommessa potrà rivelarsi vincente. Il Quirinale prende atto del voto sul governo Conte. Il Capo dello Stato ha seguito dal suo studio il dibattito e il voto del Senato, come ha fatto ieri per il dibattito e il voto della Camera. E alla fine di una giornata sul filo dei numeri constata l'esito del voto parlamentare.   Da parte del Pd c'è un sospiro di sollievo:  "Scongiurato il salto nel buio per l'Italia. C'è un Governo che ha la fiducia nei due rami del parlamento. Ora priorità assoluta è stare vicino agli italiani: affrontare le emergenze e fare di tutto per garantire il rilancio dell'azione di governo". Lo riferiscono fonti del Pd.  Anche in casa  pentastellati il commento è positivo:  "Dopo la maggioranza alla Camera, il governo ha ottenuto la maggioranza anche al Senato. Questo ci consente già da domani di metterci al lavoro sul decreto ristori. Il Paese sta vivendo uno dei momenti più duri e difficili della sua storia recente, e nel vortice di questa pandemia ci sono famiglie, lavoratori, imprese, cittadini ai quali è nostro dovere continuare a dare risposte e portare aiuti concreti, rapidi, efficaci. Il M5S c'è e come sempre farà la sua parte, con lo spirito collaborativo e la voglia di costruire che ci hanno accompagnati fin qui". Così si legge in una nota a firma del capo politico del Movimento  Vito Crimi, del capodelegazione Alfonso Bonafedee dei capigruppo di Camera e Senato Davide Crippa ed Ettore Licheri. Come sempre anche  Renzi vuole cadere in piedi e dichiara orgogliosamente un "oggi dovevano asfaltarci, non hanno la maggioranza". Insomma tutti vincitori, anche il Matteo di Rignano ha ben poco da stare sereno.