Il Teatro Incerto e Angelo Floramo raccontano Guarnerius ad Artegna. In scena la vita del grande umanista che donò a San Daniele la Biblioteca

Sedegliano (Udine) -  Prove "Guarnerius, mangjâ libris e sfueâ parsuts" - Teatro Incerto: Fabiano Fantini, Claudio Moretti e Elvio Scruzzi - con Angelo Floramo - coproduzione Teatri di Produzione e Ospitalità della Regione Friuli Venezia Giulia: a. ArtistiAssociati Gorizia, CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, La Contrada Teatro stabile di Trieste, Bonawentura/Teatro Miela Trieste - Foto Luca A. d'Agostino/Phocus Agency © 2021

Ultime due possibilità del 2021 per assistere alla storia di Guarnerio d’Artegna raccontata dal Teatro Incerto - Fabiano Fantini, Claudio Moretti, Elvio Scruzzi – e Angelo Floramo. Guarnerius, pièce che ha debuttato in primavera nel Circuito ERT, sarà ospite giovedì 9 e venerdì 10 dicembre alle 20.45 al Nuovo Teatro Mons. Lavaroni di Artegna per la stagione promossa da ERT, Comune e Amici del Teatro. Lo spettacolo è coprodotto da Artisti Associati, CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, La Contrada Teatro stabile di Trieste e Bonawentura/Teatro Miela Trieste. Guarnerius racconta, nel tempo di un viaggio, la vita del grande umanista friulano Guarnerio d’Artegna, il fondatore della Biblioteca civica di San Daniele. La finzione teatrale parte da un fatto vero, la morte di Guarnerio d’Artegna nel 1466, e racconta di come i Signori di San Daniele incarichino Firmino Fares (Fabiano Fantini), un erbolâr che commercia in cataplasmi ed unguenti, Tilio dai Sartorus (Elvio Scruzzi), un cjaliâr che fa le scarpe, e Brôs di Giovachin (Claudio Moretti), sedonâr ma non solo, di portare la triste notizia a un grandissimo amico dell’umanista friulano, un tale Adelmo Selvaticus (Angelo Floramo), priore della Badia di San Gallo in Svizzera, fratello del più celebre Michele, ottimo amanuense guarneriano. I tre durante il viaggio si raccontano con tutta l’arguzia popolana che intride i loro panni, cuciti con il filo di una miseria atavica e ancestrale, ma anche capace di commoventi ingenuità, di complicità cameratesche e di caustiche verità che nelle battute folgoranti, nei doppi sensi, nei giochi di parola sanno descrivere il mondo di allora come se stessero in qualche modo parafrasando quello di adesso. L’arrivo a San Gallo segna l’incontro con il monaco, il quale li introdurrà nella segreta bellezza di un monastero benedettino. Tutto diventa occasione per ricondurre il pensiero a Guarnerio. All’uomo, principalmente più che al grande umanista, ai suoi sogni e alle sue cadute, alle chimere e alle debolezze che hanno segnato la sua vita.
Informazioni sullo spettacolo al sito ertfvg.it, prenotazioni e prevendite contattando gli Amici del Teatro di Artegna (t. 0432 977105 / info@teatroartegna.it).