In\Visible Cities domani chiude nel segno della grande danza con Marco D’Agostin e Daniele Ninarello
In\Visible Cities arriva alla sua giornata conclusiva, domenica 6 settembre, affidandosi a due tra i nomi più rilevanti della danza contemporanea: Marco D’Agostin e Daniele Ninarello. Due autori e performer che, attraverso linguaggi profondamente personali, porteranno a Gradisca d’Isonzo altrettante riflessioni sul corpo, sulla memoria, sulle relazioni e sulla capacità di ricostruirsi.
ASTEROIDE – Evento da non perdere nella giornata sarà “Asteroide” di Marco D’Agostin, in programma alle 19 al Teatro Nuovo. Un lavoro che ha debuttato nel 2025 al Piccolo Teatro di Milano e che porta in scena un cortocircuito sorprendente tra conferenza scientifica, danza, teatro e musical. Tutto comincerà con un misterioso paleontologo che si presenterà davanti al pubblico per parlare di ossa, estinzioni e materiale cosmico. Ben presto, però, qualcosa inizierà a cambiare: il rigore della divulgazione lascerà filtrare il sentimento, le parole tenderanno verso il canto e il corpo verso la danza. La conferenza verrà progressivamente travolta dalle logiche spettacolari del musical, in un continuo slittamento tra scienza e amore, informazione e intrattenimento, vita e morte. D’Agostin costruirà un vero e proprio corpo a corpo con l’immaginario di Broadway, trasformando la catastrofe in materia scenica. Performer, danzatore, coreografo e regista, D’Agostin è uno degli autori più riconosciuti della scena contemporanea italiana. Fondatore di VAN e vincitore di tre Premi UBU, è stato artista associato al Piccolo Teatro di Milano e ha portato i propri lavori nei principali teatri e festival europei.
I OFFER MYSELF TO YOU – Prima di “Asteroide”, alle 18 in corte Marco d’Aviano, la danza sarà protagonista con “I offer myself to you” di Daniele Ninarello. Formatosi alla Rotterdam Dance Academy, Ninarello indaga il corpo come spazio politico di relazione. Nel 2013 ha fondato Codeduomo, con cui produce spettacoli e progetti di comunità presentati in Italia e all’estero, ed è artista associato a Gender Bender per il triennio 2025-2027. La performance ruoterà attorno all’attesa vissuta nella solitudine e al desiderio di lasciarsi attraversare e orientare dalle voci altrui. Per costruirla, Ninarello ha rivolto un invito a tre artisti: Cristina Donà, Elena Giannotti e Alessandro Sciarroni, chiedendo loro di consegnargli suoni, istruzioni, tracce e suggestioni da abitare e tradurre attraverso il proprio corpo. Il corpo del performer diventerà uno spazio attraversato da presenze invisibili, memorie e indicazioni ricevute da altri, aprendo una riflessione sulla relazione e su ciò che di altre persone continueremo inevitabilmente a portare con noi. Il progetto è promosso in collaborazione con la compagnia Arearea.
INOLTRE – Nel corso della giornata ci sarà inoltre una nuova occasione per entrare nell’universo di “What Will We Do Without Exile?” dell’artista palestinese Basel Zaraa. Dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 19, al palazzo del Monte di Pietà, l’installazione immersiva accoglierà nuovamente il pubblico all’interno di una tenda da rifugiati trasformata in un giardino. Dalle 17 alle 20, a CasaFestival, sarà infine ancora visitabile “Segni di Resistenza” di Etnorama.




