Iraq: i militari italiani hanno lasciato la diga di Mosul

Con la cerimonia di passaggio di consegne tra le Forze Armate italiane e quelle statunitensi alla guida della Task Force “Praesidium”, i militari italiani impegnati nella missione in Iraq hanno lasciato il 1° marzo scorso la diga di Mosul.
Alla cerimonia, che sancisce il rientro in Italia dei militari italiani impegnati a protezione della diga, hanno partecipato l’Ambasciatore d’Italia in Iraq, Bruno Antonio Pasquino, e il Generale di Brigata Nicola Terzano, Comandante del Contingente Nazionale e Direttore dell’addestramento della Coalizione in Iraq.
Durante gli interventi delle Autorità italiane, ricorda la Difesa, è giunto il ringraziamento per lo “straordinario lavoro di integrazione” con le forze di sicurezza irachene conseguendo “risultati eccellenti sotto il profilo della sicurezza, della stabilizzazione dell'area e del supporto necessario al regolare sviluppo dei lavori di consolidamento della diga di Mosul”.
A seguito dell’aggiudicazione dei lavori di messa in sicurezza della diga di Mosul da parte di una ditta italiana, il Governo decise di schierare una Task Force a protezione della diga e del personale della ditta. Tale contributo avvenne in accordo con le autorità irachene.
La diga è una infrastruttura di rilievo strategico per l’Iraq, serve ad approvvigionare di acqua centinaia di migliaia di persone che abitano nelle regioni circostanti. Un cedimento della diga avrebbe messo in grave pericolo le vite di queste persone, e avrebbe compromesso lo sviluppo e l’economia di tutta l’area, oltre a causare un grave danno ambientale. La diga è estremamente importante per l’economia e l’assetto politico dell’area. Da ciò si può facilmente intuire come sia elemento fondamentale per lo sviluppo del territorio nonché strategico nel processo di normalizzazione dell’Iraq.