La corte dei miracoli imprenditoriale accorre al cospetto di Salvini, fatica inutile perché non è lui vero interlocutore di governo

La presenza di Salvini in Fvg era attesa, del resto anche se in difficoltà palese come dimostrano i titoli dei giornali di ogni orientamento, è pur sempre il segretario nazionale di un partito di governo. Per non parlare del fatto che dovrebbe comandare a bacchetta anche su Fedriga che sappiamo sul tema green pass l’ha “deluso”. Nonostante tutto questo la giornata di Salvini è iniziata al palazzo della Regione Fvg, dove ha preso parte a uno dei periodici incontri fra il presidente Massimiliano Fedriga e i rappresentanti di Camere di commercio, Confartigianato, Confcommercio e Confindustria locali, incontro che “casualmente" coincideva con l'arrivo sulle Rive del "comandante" leghista. Incontro aperto al senatore quindi che, in piena campagna elettorale, non si è limitato legittimamente alle piazze del capoluogo giuliano, ma ha voluto colonizzare anche le istituzioni grazie ai buoni auspici del suo compagno di partito Massimiliano Fedriga. Nulle di illecito, ma certamente inopportuno e crediamo cattiva prassi non solo nel centrodestra quella di utilizzare le sedi istituzionali per incontri elettorali. Per questo non ci meravigliamo neppure che non se ne rendano conto e sarebbe passato inosservato quell'incontro perché formale quanto inutile, dato che non è certo con le comparsate elettorali che si risolvono i problemi e neppure si influenzano veramente le politiche. Ma non deve pensarla così la presidente di Confindustria Udine che ha deciso di accorrere alla corte di Salvini lanciandosi poi in un intemerato comunicato stampa nel quale parla di “confronto costruttivo, nel quale abbiamo manifestato le priorità delle imprese. Ci aspettiamo che questi temi siano portati con forza sul tavolo del Governo e che siano successivamente promossi da tutte le forze politiche che lo sostengono perché necessari”. Sfugge forse alla presidente Anna Mareschi Danieli che Matteo Salvini non è certo l'interlocutore giusto per interagire con il governo Draghi del quale è solo e, non sempre, formale sostenitore. In casa Lega ci sarebbero ben più qualificati interlocutori per parlare di cose serie. “Siamo stati invitati per portare le nostre priorità, ha spiegato la Presidente Maresca e dunque abbiamo ricordato al segretario della Lega Nord quali sono le necessità delle imprese, a partire dalle risorse umane, che oggi cerchiamo disperatamente senza riuscirne a trovare a sufficienza, sia sotto il profilo quantitativo, sia per quanto riguarda le competenze. Formazione, politiche per la natalità e di sostegno alla famiglia, perché andando avanti così non avremo nemmeno persone da formare, ma anche immigrazione qualificata sono le leve per affrontare questo problema”. Ora, al di là dei contenuti dell'appello, ci corre l'obbligo ricordare che la Lega Nord non esiste più ed è stata sostituita da una più territorialmente generica Lega “Salvini premier”. Forse anche questo è sfuggito a Confindustria Udine, assieme al fatto che Salvini in questa fase, nonostante la sua roboante e contraddittoria narrazione autoreferenziale, come influencer del Governo Draghi conta davvero poco visti i sonori ceffoni (mediatici) rimediati dal premier. Del resto palazzo Chigi non è il Papeete dove Salvini ha ancora un certo credito. Che il segretario della Lega racconti di essere il gran mogol di Draghi fa parte della sua narrazione, ma che un pezzo della rappresentanza dell'economia del Friuli gli dia credito oltre ad essere bizzarria, rischia di diventare un mistero ridicolo. Se lo chiede in qualche modo in una nota anche il responsabile dell'economia del Pd Fvg Renzo Liva che lapidariamente si chiede se il segretario della Lega sia considerato da Confindustria un interlocutore privilegiato per Udine: “ La presidente degli industriali friulani ha un interlocutore privilegiato al Governo, chiosa Liva, e non è quel Draghi che voleva come premier, e neanche Giorgetti: è Salvini, quello contro il green pass, quello fino a ieri no-euro e no-Europa. La presidente di Confindustria Udine ha ribadito una sua scelta e ha assegnato al capo della Lega l’incarico di rappresentare (con forza, sia chiaro, senza timidezze) al Governo Draghi i temi delle imprese su cui è stata trovata forte intesa, dalla formazione all’internalizzazione”.