La verità e l’interpretazione “à la carte” sui voli di guerra Usa. E’ segreto di Pulcinella

Foto di Charn Lee da Pixabay (foto di repertorio)

E’ davvero surreale il dibattito sui voli militari Usa partiti dall’Italia e dall’Europa in sostegno alla dissennata e fallimentare operazione trumpiana in Medio Oriente perché che i voli ci sarebbero stati è, ed era, un segreto di Pulcinella, come è un segreto di Pulcinella che Donald Trump ragiona (si fa per dire) con logiche da monarca assoluto, da imperatore per cui gli alleati devono solo ubbidire e chi alza la testa la rischia. Logiche da boss, come del resto lui stesso ama definirsi. Un segreto di Pulcinella che solo Giorgia Meloni non aveva capito o forse aveva accettato servilmente, almeno finché la misura non è stata colma e l’attacco è stato personale. Ed allora è partita la faccia feroce di cui lei stessa è consapevole, dato che  durante  comizi aveva ammesso: «Io provo a essere più pacata, ma so’ della Garbatella. Ogni tanto l’anima esce». Così  il famoso ponte con Trump  che lei millantava  e che era  già precario come un manufatto “tibetano” non ha cominciato ad oscillare così violentemente, sotto i colpi del tycoon, oscillazioni tali da buttare giù Meloni e tutto il circo Barnum  mediatico che la sostiene e che, dopo un primo smarrimento, sta faticosamente e spesso ridicolmente, costruendo una nuova fantasiosa narrazione per salvare la faccia negando perfino l’evidenza. In questa situazione si è innestata la intemerata di Mark Rutte segretario generale della Nato, che quel ponte con Trump l’ha già percorso da tempo (fin dalla sua nomina del 1º ottobre 2024, immediatamente successiva all’esito elettorale favorevole a Trump), posizionandosi alla destra del suo “paparino” come  lui stesso ama definire l’inquilino della Casa Bianca. Così per dimostrare quanto fedele è stato lui e la Nato ai voleri trumpiani ha  scoperchiato l’ipocrita vaso di Pandora che ha visto l’Europa, Italia compresa, appoggiare l’operazione militare in medio oriente nascondendo però la mano insanguinata dietro la schiena. La verità è che l’Italia è stata punto nevralgico dello sforzo Usa in questa dissennata e perdente operazione in Iran fin dai primi giorni di guerra. Lo avevamo scritto noi stessi di FriuliSera il 26 Marzo scorso citando quanto sdiffondeva l’autorevole The Wall Street Journal che il 23 marzo aveva segnalato che l’Europa stava giocando “silenziosamente” un ruolo chiave nella Guerra in Iran. Spiegava nello specifico il media americano: “La base aerea di Aviano in Italia, è una delle principali installazioni dell’US Air Force che ospita gli aerei cisterna per il rifornimento in volo dei caccia a lungo raggio impiegati per bombardare in Iran”. Altro che – come ripetono Meloni, Crosetto e Tajani – non siamo stati in guerra e che non abbiamo cooperato con le operazioni delle forze armate statunitensi ed israeliane contro Teheran, l’equivoco, o meglio l’ipocrisia, nasce dal fatto che ci si trincera dietro alla favoletta dei voli logistici sapendo bene che gli americani da sempre se ne fregano delle “sottigliezze” di trattati e diritto internazionale, basti ricordare la vicenda del Cermis e di quello “spensierato”  volo su cieli italiani in barba ad ogni regolamento, troppo presto archiviato e dimenticato. Quella di Mark Rutte quindi è una verità interpretabile “à la carte” ma che nascondo la menzogna di fondo che il supporto logistico (sempre che solo questo sia stato) non rende cobelligeranti. Del resto il personaggio è spregiudicato, basti pensare che in patria (Primo Ministro dei Paesi Bassi per 14 anni) era soprannominato in passato “Teflon Mark” per la sua abilità nel far scivolare via gli scandali politici durante il suo governo. Sarà così anche oggi che vuole mantenere una linea di forte conciliazione con Donald Trump facendo spallucce agli europei Meloni in testa.

Dalla base di Aviano in Iran non solo droni spia, ma F-16 e il rifornimento per i raid