L’APO, i fondatori e l’evoluzione dell’associazione

Il primo nucleo armato (1944): la storia militare e ideale dell’Osoppo iniziò tra i monti di Clauzetto. Il 25 marzo 1944, i primi cinque partigiani con i fazzoletti verdi si insiedarono a Casera Palamajor, una struttura situata alle pendici del Monte Rossa nel territorio comunale di Clauzetto (nella Val d’Arzino). Questo evento sancì la nascita del primo reparto della futura Brigata “Osoppo”. I monti di Clauzetto tennero così battesimo i pionieri della Osoppo durante la Resistenza.
Invece la nascita dell’A.P.O. come associazione venne formalmente fondata il 17 maggio 1947 a Udine. Quel giorno, venticinque ex partigiani si riunirono presso lo studio del notaio Nicolò Marzona per costituire l’ente ufficiale che mantiene tutt’ora la sua sede storica in via Manin a Udine.
Ecco un punto centrale della storiografia sulla Resistenza in Friuli: ovvero la pluralità ideologica originaria delle Brigate Osoppo e la successiva evoluzione che ha portato l’APO a una caratterizzazione quasi esclusivamente cattolica.
I primi nuclei che diedero vita alla Osoppo non erano esclusivamente cattolici. La prima Brigata nacque ufficialmente segnata dagli esponenti del Partito d’Azione (PIA). L’ideatore del fazzoletto verde fu proprio un azionista, Candido Grassi “Verdi”, pittore ed intellettuale udinese a scegliere il verde come colore simbolo della Osoppo.
Il primo comandante della Brigata Osoppo fu affidato proprio a Candido Grassi, affiancato dal capitano degli alpini Francesco De Gregori “Bolla”.
Gli azionisti friulani, detti anche giellini (Giustizia e Libertà) insieme a socialisti e socialdemocratici, rappresentavano la componente laica, progressista ed antifascista, non comunista, più attiva della prima ora.
Gli esponenti di Giustizia e Libertà furono determinanti per l’espansione e l’ideologia della Osoppo e la loro bandiera fu insignita della Medaglia d’oro al Valor Militare il 6 maggio 1945, durante la grande sfilata sulla Liberazione a Milano.
Nei mesi successivi, la Osoppo crebbe enormemente, diventando una vera e propria galassia che accoglieva tutte le anime del CLN contrarie al progetto politico dei comunisti della Garibaldi e diffidenti verso l’influenza jugoslavia di Tito.
Al suo interno convivevano socialisti ed azionisti, contrari alla linea frontistica con il P.C.I., – cattolici e democristiani coordinati da figure come don Aldo Moretti “Lino” e legati alle parrocchie friulane, – militari e Liberali fedeli al governo del Sud e legati alla tradizione dell’esercito regio.
La svolta del dopoguerra e l’evoluzione dell’APO:
La transizione da questa formazione pluralista dell’APO di oggi, fortemente caratterizzata in senso cattolico, è il risultato di fattori storici.
La scomparsa del Partito d’Azione che si è sciolto nel 1947. I suoi membri friulani si dispersero nel PSI, nel PSDI, nel PRI o nella sinistra democristiana. Senza un partito di riferimento, la componente azionista perse progressivamente peso politico organizzato all’interno dell’APO.
La dispersione degli azionisti fece si che progressivamente vennero a mancare in seno all’APO quegli equilibri che garantivano all’Associazione una rappresentanza storica senza eguali, un esempio di convivenza democratica tra differenti anime politiche non comuniste..
Con l’inizio della guerra fredda, il Friuli divenne una terra di frontiera sensibilissima. La Democrazia Cristiana e la Chiesa locale videro nell’eredità della Osoppo (soprattutto dopo il tragico eccidio di Porzus) il simbolo perfetto dell’antifascismo patriottico, cattolico ed anticomunista.
Invece i combattenti laici ed i loro parenti non comunisti dovettero e devono tutt’ora accontentarsi solo dei loro ricordi storici.
Dopo la morte del Presidente APO Dott. Cesare Marzona avvenuto nel 2018, l’associazione mutò molto l’indirizzo politico ed il nuovo presidente Dott. Roberto Volpetti, modificando lo statuto escluse l’ANPI dalle loro manifestazioni a ricordo, indirizzando l’APO verso l’area del centro destra moderato, liberale e conservatore con origini profondamente cattoliche, tanto è vero che lo stesso presidente appartiene a Comunione e Liberazione e milita nel partito di Forza Italia.
I numerosissimi Caduti partigiani che militarono nelle cinque Brigate, se potessero resuscitare ed esprimersi, con grande prostazione assolutamente non condividerebbero l’attuale indirizzo politico dell’A.P.O.-
Renzo Della Valentina
figlio di un comandante osovano azionista