Legambiente invita Consiglieri regionali e Sindaci ad attivarsi per i Laghetti delle Mucille di Ronchi dei Legionari

Laghetti delle Mucille foto Legambiente

Ha preso carta e penna e Legambiente dell’isontino a scritto ad alcuni  Consiglieri regionali e Sindaci invitandoli ad attivarsi per i Laghetti delle Mucille di Ronchi dei Legionari. Si legge nella  lettera aperta indirizzata ai Consiglieri Regionali Diego Moretti, Laura Fasiolo, Enrico Bullian, Antonio Calligaris, Diego Bernardis e i  Sindaci di Ronchi dei Legionari,  Monfalcone e  Doberdò del Lago: ” Dopo tre anni, lo scorso 26 giugno ha fatto nuovamente tappa a Ronchi dei Legionari la Goletta dei Laghi di Legambiente, che nell’ambito della campagna nazionale in difesa dei bacini lacustri italiani, ha voluto ancora una volta dare risalto alla situazione dei laghetti delle Mucille.

Nel 2023, con un’iniziativa pubblica, Legambiente aveva riacceso l’attenzione sui laghetti dopo decenni di oblio, tanto che tutti i consiglieri regionali dell’isontino, con un ordine del giorno a firma congiunta, avevano chiesto all’amministrazione regionale di finanziare uno studio ambientale sulle Mucille da affidare all’Università di Trieste.

Nella legge di stabilità del 28/12/2023, la Regione deliberava l’assegnazione di 50.000 euro per tale studio.

Poi però, durante tutto l’anno successivo, l’assessorato regionale all’Ambiente non dava seguito a tale operazione e, senza fornire alcuna motivazione, non affidava alcun incarico, facendo in tal modo decadere il finanziamento.

In questo modo si sono persi tre anni, ma lo studio rimane comunque indispensabile per procedere ad un progetto di riqualificazione ambientale dell’area.

Un progetto che, a nostro avviso, deve prendere in considerazione:

– il cambiamento della copertura vegetale che si è verificato negli ultimi vent’anni, in modo da valutare lo stato di conservazione del territorio;

– la situazione della fauna presente stabilmente ed occasionalmente nella zona, per conoscere l’effettiva consistenza della biodiversità presente, al fine di valutare eventuali azioni di salvaguardia;

– la pericolosità alluvionale delle Mucille, partendo dallo studio realizzato dall’Università di Trieste, che ha monitorato la situazione nel quadriennio 2017-2020. Una pericolosità non trascurabile, visto che le Mucille sono state inserite dall’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali nelle «Mappe di allagabilità» del Piano di Gestione del Rischio Alluvioni;

– l’analisi della qualità delle acque e dei sedimenti, condizione imprescindibile per un intervento di riqualificazione ambientale.

Ed è proprio per quest’ultimo motivo che, in occasione della tappa in Regione della “Goletta dei laghi”, abbiamo commissionato il prelievo e l’analisi dei fanghi presenti allo sbocco della condotta di scarico autostradale nel laghetto denominato “Busa de Cornelio”.

I risultati confermano la presenza di idrocarburi oltre la norma e di metalli pesanti i quali, seppur entro i limiti previsti dalla normativa legata alle terre e rocce da scavo presa a riferimento, sono da valutare anche nell’ottica di un effetto sinergico, oltre che singolo, delle sostanze e segnalano alcune criticità da attenzionare per tutelare la salute dell’ecosistema lacustre.

Il valore di 900 mg/kg s.s. per gli idrocarburi è molto elevato, anche se comparato con la normativa per terre e rocce da scavo il cui limite è fissato in 750 mg/kg ss.

Ed anche le concentrazioni di Nichel (180,4 mg/kg s.s.), Cadmio (9,6 mg/kg s.s.), Antimonio (6,21 mg/kg s.s.) e Mercurio (3,8 mg/kg s.s.) se applicati al contesto di sedimenti lacustri risulterebbero fuori norma.

Queste analisi sono solo un primo passo, una spia accesa che rende necessaria un’indagine più approfondita e capillare che interessi tutti i laghetti artificiali e la parte naturale delle risorgive. Per tale motivo invitiamo le Amministrazioni comunali in indirizzo a sollecitare l’intervento di ARPA FVG.

In questa occasione si è evidenziato anche un fenomeno molto preoccupante di progressivo interramento del laghetto, accelerato negli ultimi anni, come si vede bene dalla situazione della condotta oggetto dell’intervento, quasi completamente sommersa dai fanghi.

Se l’interramento dovesse proseguire con questo ritmo, si rischia che nei prossimi anni le dimensioni del laghetto e la profondità delle acque si riducano ulteriormente, compromettendo la salubrità del luogo.

Per tutte queste problematiche e criticità ci rivolgiamo ai consiglieri regionali dell’isontino affinché chiedano alla giunta regionale il rifinanziamento dello studio sopracitato.

Resta, in ogni caso, l’enorme problema degli scarichi inquinanti delle condotte autostradali, che potrebbe essere risolto efficacemente dalla società Autostrade Alto Adriatico con impianti di trattamento delle acque di prima pioggia. Le competenze tecniche non mancano, infatti la società ha realizzato sulla propria rete, ben 288 impianti di decantazione, depurazione e successiva re immissione nell’ecosistema locale, delle acque provenienti dalla carreggiata autostradale.

Ma il problema degli scarichi autostradali riguarda anche il lago di Pietrarossa e la palude di Sablici e quindi la Riserva Naturale dei laghi di Doberdò e Pietrarossa; per questo motivo chiediamo ai comuni di Doberdò del Lago, Monfalcone e Ronchi dei Legionari, nell’ambito del costituendo Organo di Gestione della riserva, di sollecitare unitariamente l’intervento della società Autostrade Alto Adriatico per eliminare l’inquinamento prodotto dagli scarichi presenti nelle Mucille, nel lago di Pietrarossa e nella palude di Sablici, una condizione non più accettabile per un’area di così rilevante valore ambientale”.