Legambiente per un nuovo contratto di fiume tra San Vito al Tagliamento, Casarsa e Sesto al Reghena

Suscita un certo interesse la proposta del circolo Legambiente “Fabiano Grizzo” di un nuovo contratto di fiume, che coinvolge il reticolo di acque minori tra San Vito al Tagliamento, Casarsa e Sesto al Reghena, per la loro valorizzazione e corretta gestione. Domenica 17 maggio, alcune decine di persone hanno partecipato alla passeggiata lenta, guidata da esperti, lungo la Roggia Rigolo, organizzata dall’associazione ambientalista a San Vito con il patrocinio del Comune. «I contratti di fiume sono percorsi che coinvolgono attivamente la cittadinanza», ha detto il presidente del circolo Legambiente, l’architetto Renato Marcon. «Per questo, ancor prima dell’avvio dell’iter per la firma di un contratto, abbiamo deciso di proporre alcune uscite finalizzate alla conoscenza diretta del territorio, assieme a chi lo conosce meglio. È il modo migliore per comprendere le valenze e le criticità, oltre che per favorire il dialogo tra abitanti ed esperti».

In Friuli-Venezia Giulia sono già attive diverse esperienze, tra cui quella del Noncello, a cui aderisce anche Legambiente. La novità del contratto di fiume delle rogge del Sanvitese è che metterebbe al centro non un singolo corso d’acqua ma un reticolo afferente al bacino del Lemene. La prima passeggiata si è svolta lungo la Roggia Rigolo, che alimenta il fossato intorno al centro storico di San Vito, con osservazione degli elementi naturalistici, storici e paesaggistici. L’esperta botanica Anna Comand ha evidenziato la convivenza tra specie spontanee e da giardino, in un ambiente antropizzato che comunque conserva una certa biodiversità, senz’altro da tutelare, per migliorare la qualità ecologica e paesaggistica. Tra le criticità, la presenza di molti rifiuti, anche nel fossato intorno al centro storico, e l’assenza di vegetazione lungo le sponde. L’architetto Renato Marcon ha spiegato come i corsi d’acqua minori, se ben gestiti, possono diventare buoni alleati anche nella prevenzione del rischio, in caso di eventi estremi. Infine, l’urbanista e paesaggista Roberto Petracco si è soffermato sugli aspetti storico-architettonici, ricordando come le acque siano state da sempre elemento fondativo della città di San Vito.