Libertà di informazione, oggi è la giornata mondiale proclamata dall’Unesco

Un dossier sulle minacce ai giornalisti e sui molti bavagli ancora esistenti in Italia verrà consegnato tra poche ore al Presidente della Camera Roberto Fico su iniziativa della Federazione Nazionale della Stampa Italiana e di Articolo 21. L’iniziativa in una data non casuale, in occasione della Giornata internazionale per la libertà di informazione, segue di poco la diffusione da parte del Ministero dell’Interno, dei dati sui giornalisti minacciati e aggrediti in Italia, numeri che indicano un costante e pericoloso aumento nel 2021, in specie nei confronti delle giornaliste. E’ inoltre recente la scoperta di intercettazioni illegittime a carico dei cronisti che hanno seguito il fenomeno dei naufragi nel Mediterraneo, senza che alcuno fosse indagato. Un fatto di assoluta gravità per il quale è stata già disposta l’ispezione del Ministero di Giustizia. Tutti argomenti inclusi nella relazione che la delegazione di Fnsi e Articolo 21, composta dal segretario e dal presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, insieme al presidente e alla portavoce di Articolo 21, Paolo Borrometi ed Elisa Marincola che solleciteranno il Presidente Fico a velocizzare l’approvazione delle leggi già inserite nel calendario dei lavori parlamentari come quella contro le querele bavaglio, ma anche di prestare maggiore attenzione ai molti nodi che stanno relegando l’informazione in un ruolo complicato e precario. Si tratta di un appuntamento-svolta nell’approfondimento della condizione in cui operano i giornalisti italiani e farlo il 3 maggio assume un valore dirimente. Fin qui quanto accadrà oggi ma vale la pena però andare a rivedere quanto solo tre anni fa aveva affermato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per capire come i problemi siano ancora tutti aperti aggravati dalla situazione determinatasi con la pandemia e cn un ulteriore incattivimento delle dinamiche politiche. Scriveva il Presidente nel messaggio alla Federazione Nazionale Stampa Italiana, il sindacato dei giornalisti,  in occasione del XXVIII congresso: “Libertà di informazione e democrazia sono elementi inscindibili. La vita della Repubblica e la nostra Costituzione sono profondamente segnate da questo principio”. “La XVII norma transitoria della Costituzione – ricorda Mattarella – affidava, in via del tutto eccezionale, alla stessa Assemblea Costituente il compito di varare una legge: quella sulla stampa, testimonianza della consapevolezza che i padri costituenti ebbero della centralità della libertà di informazione nel nuovo ordinamento. Ai giornalisti – sottolinea il Presidente – è affidata una grande responsabilità nel saper corrispondere alla visione dell’informazione come bene pubblico, elemento irrinunciabile della vita democratica. Responsabilità pienamente confermata nella stagione che stiamo vivendo di importanti trasformazioni tecnologiche, fatta di informazione istantanea, ininterrotta, facilmente raggiungibile”.
“Per continuare a garantire una informazione indipendente, al servizio dei cittadini, - scrive ancora Mattarella – è necessario che la professione giornalistica venga esercitata con consapevole autonomia, nell’aggiornamento della propria formazione e nella osservanza di rigorose regole deontologiche. La rivoluzione digitale è una conquista e parte ormai di una acquisita quotidianità. Nel luogo della rete la difficoltà di riconoscere news e fake news, di distinguere tra fatti e opinioni, porta a indebolire lo spirito critico, rischiando di asservirlo alla logica del like e del suo contrario”. “L’articolo 21 della nostra Costituzione, riferimento fondamentale per il diritto/dovere del cittadino di attingere a una informazione libera per alimentare le proprie scelte in modo consapevole, - rimarcava il Capo dello Stato – non si arresta sulla soglia della rete, ma riguarda anche i luoghi digitali, perché non esistono extraterritorialità di fronte alla costituzione. È, dunque, doveroso uno sforzo corale”. “L’Unione Europea deve fare la sua parte a fronte di fenomeni e protagonisti globali. Il mondo digitale costituisce una sfida per il diritto, proponendosi esso stesso come regolatore. È importante – conclude Mattarella – che un soggetto come la UE, ribadisca, al contrario, anche su questo terreno, i valori liberaldemocratici del suo ordinamento”.

Parole di saggezza assoluta quelle di Mattarella che però i fatti ci dicono sono cadute quasi nel nulla, come del resto dimostra anche la cronaca di questi giorni.