L’insensata corsa al gas – un nemico del clima. Legambiente contro la realizzazione di ulteriori centrali a gas

Zona Industriale Sant'Andrea - Standrez - Gorizia

Legambiente prende nuovamente posizione contro la realizzazione di ulteriori centrali a gas. È avviata la procedura di valutazione preliminare del progetto di rifunzionalizzazione della centrale elettrica Energia Pulita di Gorizia per cambio combustibile, da olio vegetale a gas naturale. A seguito delle modifiche del mercato di riferimento, “Energia Pulita S.p.A.” ha intenzione di modificare l’impianto esistente per convertirlo dall’attuale alimentazione a olio vegetale a gas naturale. Tale iniziativa si configura come potenziale contributo alla sicurezza della rete di trasmissione nazionale (RTN), potendo rendere disponibile al sistema elettrico una produzione flessibile e tempestiva, necessaria per la stabilità di una rete nazionale alimentata sempre più da generazione da fonti rinnovabili e non programmabili: questo meccanismo si inserisce nel quadro del sistema del cosiddetto “capacity market”, che può essere definito come una vera e propria banca dell’energia elettrica, una riserva da spendere in caso di emergenza o crisi della rete, ma non da alimentare tramite la messa in funzione di nuove centrali a gas! Infatti ricordiamo che il gas naturale (metano) è una fonte fossile di energia e che investimenti in nuove centrali a gas sottrarrebbero risorse da destinare invece allo sviluppo di fonti rinnovabili e sistemi di accumulo per realizzare la transizione energetica necessaria per raggiungere l’obiettivo di emissioni zero entro il 2050. Gli eventi catastrofici che si succedono sempre più frequentemente (incendi in Siberia, temperature infuocate in Canada, alluvioni in Germania, Cina e nelle regioni dell’Italia settentrionale …) dovrebbero far capire a tutti che è urgente affrontare con decisione la questione dei cambiamenti climatici. È stato il massiccio e irresponsabile utilizzo dei combustibili fossili, tra cui il metano, nell’ultimo secolo ad essere la principale attività climalterante, ma ora è giunto il momento di adottare scelte importanti per un’inversione di rotta. Il rapporto del IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change) del 2021 parla chiaro: una riduzione costante delle emissioni di CO2 è fondamentale per limitare i danni di una crisi climatica che è già qui. Negli anni il Circolo Legambiente di Gorizia ha seguito le complesse tematiche relative alle centrali elettriche sul suo territorio e ha ripetutamente formulato le proprie osservazioni in merito. A livello nazionale Legambiente ha effettuato degli studi approfonditi del settore energetico e ha presentato delle proposte coraggiose per mettere in atto delle strategie efficaci per realizzare la transizione energetica con obiettivo emissioni zero entro il 2050 e che possono avere un ruolo determinante per raggiungere l’obiettivo prefissato anche a livello locale. Ne citiamo alcuni esempi: maggiore efficienza energetica, maggiore ricorso alle fonti rinnovabili, interventi a favore della mobilità sostenibile, comunità energetiche solidali (per contrastare il crescente fenomeno della povertà energetica). Inoltre Legambiente ha preso una chiara posizione contro la recente proposta della Commissione Europea di inserire il ricorso al nucleare e al gas naturale nella lista (cosiddetta tassonomia) delle attività energetiche considerate sostenibili dal punto di vista ambientale (e quindi finanziabili con fondi pubblici) e che secondo noi non sarebbero altro che interventi di “greenwashing” (attività falsamente “verdi”). Per affrontare il complesso argomento delle centrali esistenti nel nostro territorio (nella Zona Industriale di Gorizia) e per cui si starebbe prevedendo una riconversione a metano, il circolo Legambiente di Gorizia auspica venga convocato al più presto un tavolo di confronto tra tutte le parti interessate, (cittadini, istituzioni, comitati, associazioni, imprese e sindacati) dove poter valutare proposte concrete per una produzione energetica alternativa considerata bene comune tenendo conto di poter ripensare la pianificazione del territorio in modo da favorire la realizzazione di nuovi impianti da fonti rinnovabili utilizzando in modo adeguato e sostenibile gli investimenti previsti dal PNRR.