Manifestazione nazionale per la pace il 6 giugno ad Aviano (Pn) davanti alla base Usaf

L’iniziativa è stata presentata ufficialmente, oggi, nella Camera del Lavoro di Pordenone. Oltre 100 associazioni, realtà sociali, sindacali e pacifiste parteciperanno alla mobilitazione unitaria e nonviolenta promossa da ANPI Regionale FVG e CGIL contro l’escalation militare globale. La pace non appartiene soltanto ai governi o alle istituzioni, ma nasce anche dalla responsabilità e dall’impegno quotidiano della collettività. Un fermo “No” alla guerra e a ogni escalation militare si alzerà, con voce unica, sabato 6 giugno da una grande manifestazione nazionale, unitaria e nonviolenta davanti alla base USAF di Aviano (PN). La mobilitazione, promossa da ANPI Regionale FVG con CGIL, Tavolo della Pace, Global Sumud Flotilla, Rete italiana Donne in Nero, e assieme a numerose altre realtà locali e nazionali, vuole sottolineare l’urgenza per la pace e per un modello di società alternativo fondato sulla dignità e sul rispetto delle persone, dei popoli e di ogni essere sul pianeta.

Nell’imminenza degli ottant’anni della Repubblica, le organizzazioni promotrici della manifestazione hanno ribadito – nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa che si è svolta oggi nella Camera del Lavoro di Pordenone -, la necessità di riaffermare il valore della pace ripudiando la guerra, nel solco dei valori della Costituzione Italiana e in particolare dell’articolo 11.

«La manifestazione sta riscuotendo un forte consenso sia nei confronti degli obiettivi del nostro manifesto e sia in termini di adesioni. Attualmente sono 112 le realtà che parteciperanno ─ ha affermato Maurizio Marcon, segretario generale CGIL Pordenone ─. La mobilitazione ad Aviano vuole essere anche una proposta, non soltanto una denuncia. Chiediamo al Governo e alle Istituzioni di investire nelle politiche sociali e nelle misure urgentissime per affrontare i disastri ambientali e il cambiamento climatico, anziché nelle spese militari».

IL PROGRAMMA DEL 6 GIUGNO

Sabato 6 giugno, ad Aviano sono attese centinaia di persone provenienti dal Nordest e da tutta Italia. L’appuntamento è fissato alle 15.00 in piazza Duomo. Un’ora più tardi partirà il corteo diretto verso la base militare statunitense. Davanti alle sue mura, con un’azione nonviolenta si leverà una pluralità di voci, per ribadire la condanna alle guerre, al riarmo, alle testate nucleari presenti nella base e per esprimere la volontà di costruire una società permeata dai valori di pace, libertà, uguaglianza, solidarietà e giustizia sociale espressi dalla Costituzione Italiana. Sono in programma interventi di rappresentanti di ANPI Nazionale, CGIL Nazionale, Global Sumud Flotilla, Centro Balducci, Fondazione Di Vittorio, BDS Italia e di partiti politici.

«Richiamarsi all’articolo 11 della nostra Costituzione nel contesto contemporaneo, e durante un anniversario così importante per la Repubblica, equivale a riaffermare la promessa originaria della democrazia italiana: mai più la guerra come strumento di potere, e centralità della convivenza democratica tra i popoli. Vogliamo mandare un segnale veramente importante sia al nostro Governo sia all’Europa, affinché la soluzione ai conflitti sia trovata attraverso la diplomazia e senza il ricorso alle armi», ha affermato oggi Antonella Lestani, coordinatrice regionale ANPI FVG, sottolineando anche come questo principio costituzionale è una memoria viva delle distruzioni provocate dalla guerra e dell’idea che la pace non sia passività, ma costruzione politica e civile.

«Mentre crescono gli investimenti per la produzione di armi e per le infrastrutture militari, abbiamo situazioni economiche esplosive. Anche oggi è in corso uno sciopero all’Electrolux di Pordenone: il gruppo, come altre realtà produttive, grandi e piccole, è in crisi. Centinaia di persone e migliaia di famiglie sono in difficoltà. Di fronte a ciò, l’Italia sceglie di investire quasi 1.000 miliardi i 10 anni, per arrivare al 5% del PIL, in spese militari. Il mondo che si sta costruendo guarda alla morte, perciò noi diciamo No e il nostro cammino continuerà anche dopo il 6 giugno», ha affermato Michele Negro, rappresentate di Rete Dasi FVG.

La grande preoccupazione per la popolazione di Gaza, e di tutte le popolazioni vittime delle guerre moderne fatte con i droni, è stata espressa da Massimo Marchini della Global Sumud Flotilla di terra, rientrato con altri connazionali dalla Libia, dove è stata bloccata la missione umanitaria diretta verso il valico di Rafah.

L’iniziativa si svolgerà in maniera pacifica, nel rispetto delle norme di sicurezza e con l’intento dichiarato di favorire il dialogo. Per aderire alla manifestazione: aviano26@anpiregionalefvg.it. I promotori della manifestazione invitano tutta la cittadinanza, le organizzazioni sociali e culturali, i sindacati, le comunità religiose, gli studenti e le istituzioni democratiche a partecipare. Perché oggi, più che mai, c’è bisogno di far sentire una voce collettiva capace di dire con chiarezza che la guerra non può essere considerata inevitabile e che la convivenza pacifica è possibile e indispensabile.

GLI APPUNTAMENTI DI “PERCORSI DI PACE”

Gli organizzatori della manifestazione del 6 giugno ad Aviano sostengono l’iniziativa “Percorsi di Pace: il cammino per un mondo libero dalle armi nucleari”, che si articolerà in due giornate, nell’Auditorium della Regione Friuli Venezia Giulia, (via Roma, n. 2), a Pordenone. Appuntamento il 4 giugno, alle 17.30, con il concerto “Note contro il nucleare” e il 5 giugno (sempre alle 17.30), con il convegno Percorsi di Pace”.