Mauro Cedarmas di Articolo 1: Nascita del governo Draghi impone riflessione ineludibile a sinistra, anche in Fvg

Il segretario regionale di Articolo 1, Mauro Cedarmas, così risponde a chi sollecita l’unione delle forze progressiste: “La crisi del governo Conte e la nascita del governo Draghi impongono una riflessione ineludibile a sinistra, anche nella nostra Regione. Questo governo dovrà gestire le risorse del Recovery e completare la campagna vaccinale. Nello stare in questo processo - prosegue il segretario - le forze di sinistra e progressiste devono essere solide e determinate nel fare sì che le risorse europee siano usate per potenziare il sistema sanitario, i servizi pubblici, a partire dalla scuola, creare lavoro e riconvertire la nostra economia e società in modo ecologico e pulito. Bisogna affrontare il drammatico problema delle enormi ingiustizie e disparità sociali che colpiscono la nostra società, anche nel Friuli Venezia Giulia. Per fare ciò bisogna stare dentro i processi., guardando e stando vicino a chi più soffre difficili condizioni materiali.
> E va perciò tenuto saldo il rapporto con il Partito democratico ,il Movimento Cinque stelle, le esperienze della sinistra, che hanno condiviso e confermato la prova di governo. Si tratta di allargare questo campo anche in vista delle prossime scadenze amministrative.  Articolo 1 è pronto, e lo è sempre stato, - sottolinea Cedarmas- da subito, a costruire un nuovo soggetto regionale della sinistra e delle forze progressiste, ecologiste, che sappia coinvolgere in modo del tutto inedito le sensibilità oggi presenti in questo largo campo e che credono che anche da noi c’è bisogno di una forza di sinistra, ecologista concreta e aperta. Ci vuole coraggio e generosità, - conclude il segretario di Articolo 1 - lasciando da parte posizionamenti, stanche retoriche e rincorse a carriere personali, come accaduto nelle recenti elezioni regionali. Noi siamo pronti a superare vecchie sigle e rendite di posizione. È in gioco il futuro della nostra Regione, delle persone, e non possiamo lasciarlo a chi oggi la sta governando.”
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