Migranti: La Prefettura di Udine ordina di deportare intere famiglie, donne, bambini e persone vulnerabili alla ex caserma Cavarzerani

Deportazione migranti foto di repertorio

Intere famiglie,  donne, bambini e persone vulnerabili comprese, in tutto circa settanta persone,  saranno spostate d’imperio alla caserma Cavarzerani, effetto del “decreto sicurezza” del Governo giallo-verde.   Con una nota  OIKOS e Centro Balducci hanno lanciato l’allarme parlando di “una situazione allucinante”: esclusi dall’assegnazione della nuova gara, spiega l’operatrice Anna Paola Peratoner ,  sapevamo da un  mese che i nostri ospiti sarebbero transitati in altri enti di accoglienza e mercoledì 17 aprile mi ero recata personalmente dal Prefetto con Giovanni Tonutti presidente di OIKOS  per garantire una transizione  per tutti i nostri casi vulnerabili (persone seguite dai servizi psichiatrici, donne sole con figli, donne in cinta a rischio, famiglie con bambini scolarizzati) e avevamo avuto rassicurazioni dal Prefetto in tal senso, ma ieri ci è arrivata la comunicazione che vanno spostati domani 2 maggio tutti, ma proprio tutti, in Cavarzerani, a fronte di relazione dettagliata su tutti i casi a rischio che abbiamo. Ci opporremo nella legalità (siamo seguiti da un pull di avvocati) alla deportazione delle famiglie e delle donne e dei casi a rischio suicidio…ma non si era mai vista tanta violenza istituzionale. Siamo disperati e lo sono ancora di più i nostri ospiti. Questo il testo del comunicato: “Con un colpo di scena la Prefettura di Udine ha deciso di deportare intere famiglie, donne, bambini e persone vulnerabili alla ex caserma Cavarzerani. “I richiedenti asilo dovranno essere prelevati dall’Ente gestore Consorzio Matrix secondo le modalità e gli orari concordati direttamente con l’Associazione Oikos. Gli stessi dovranno essere tempestivamente comunicati a questo Ufficio ed alla Questura di Udine. Si raccomanda la massima collaborazione al fine di garantire ordine e fluidità negli spostamenti.”
Con questa secca comunicazione della Prefettura giunta via PEC alle ore 19.05 del 30 aprile 2019( garda caso giorno prefestivo ndr)  all’ASSOCIAZIONE OIKOS onlus, la stessa si è ritrovata l’ingiunzione di “deportare” i suoi 45 ospiti dall’oggi al domani ma non, come da impegni presi dal Prefetto in persona, con le dovute attenzioni ai soggetti vulnerabili e alle famiglie, bensì facendo la richiesta cumulativa di cui sopra, senza distinzione alcuna fra i casi e le situazioni. La Caserma Cavarzerani è la hub di prima accoglienza che dovrebbe gestire solo la prima accoglienza dei richiedenti asilo e le situazioni di emergenza, ma non certo accogliere persone già integrate, che da tempo vivono sul nostro territorio e tanto meno situazioni vulnerabili quali famiglie con bambini piccoli, donne incinte, ragazze madri, persone vittime di violenza e tortura o portatori di fragilità seguiti da specifici servizi specialisti.
Si tratta di una scelta che non trova giustificazione nella scadenza del progetto affidato in gestione ad Oikos Onlus e a Centro Balducci, avendo entrambi gli enti manifestato espressamente la disponibilità a mantenere l’attuale accoglienza (a condizioni che, peraltro, sono meno gravose rispetto all’accoglienza nella Caserma Cavarzerani) nelle more dell’esito del contenzioso in atto avverso la legittimità della gara indetta dalla stessa Prefettura udinese, che è atteso a breve.
Una decisione brutale dunque, quella assunta dalla prefettura friulana, la cui legittimità con le norme vigenti di diritto interno e dell’Unione Europea è stata immediatamente contestata, che appare con sempre maggiore chiarezza riconducibile a un disegno complessivo ovvero quello di condurre rapidamente alla
creazione nella città di Udine di un sistema di tipo concentrazionario che ammassa le persone, anche in grande sovrannumero e senza che vi sia alcuna reale emergenza, dentro un unico grande contenitore totalmente inidoneo nel quale creare disagio ed esclusione sociale nonché determinando un grave spreco
di risorse pubbliche. Un lucido disegno che mira a debellare l’accoglienza di qualità che crea inclusione sociale, evita ghettizzazioni, produce coesione sociale e utilizza in modo attento le pubbliche risorse. Per denunciare una decisione ritenuta inaccettabile e disumana che probabilmente coinvolgerà a brevissimo altre strutture di accoglienza, fornire tutti i dettagli di quanto sta avvenendo e illustrare le iniziative che si intendono intraprendere, OIKOS onlus, Centro Balducci e ICS (Consorzio Italiano di Solidarietà) indicono con la massima urgenza una CONFERENZA STAMPA venerdì 3 maggio alle ore 11.00 presso il Centro Balducci di Zugliano con la partecipazione di – Pierluigi di Piazza – Centro Balducci – Gianfranco Schiavone – I.C.S. – Manuela Pontoni – Psicologa Psicoterapeuta – Silvana Cremaschi – Neuro-psichiatra infantile – Anna Paola Peratoner e Teresa Guerritore – OIKOS onlus.  Saranno presenti alla conferenza stampa anche alcuni ospiti dei centri di accoglienza di OIKOS e
del Centro Balducci e verranno illustrati dati e presentate immagini che chiariscono le macroscopiche differenze tra l’accoglienza nella ex caserma Cavarzerani e l’accoglienza diffusa

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