Mistero dei letti fantasma. L’assessore Riccardi annuncia 20 nuovi posti letto di terapia intensiva a Trieste che non esistono

Durante l’inaugurazione della nuova sede della Medicina d’urgenza a Cattinara, tra i vari discorsi è emerso che l’assetto strutturale e impiantistico del reparto consente la riconversione della Medicina d’urgenza a funzioni di terapia intensiva in 72 ore, nell’eventualità di dover fronteggiare nuove emergenze sanitarie.
Quindi nella deprecabile ipotesi del ripetersi di un evento pandemico, come il Covid, la Medicina d’urgenza verrebbe smantellata entro due, tre giorni per lasciar spazio a letti di terapia intensiva in gestione alla Rianimazione. Un’ipotesi che ci sembra perlomeno fantasiosa, poiché non si capisce dove andrebbero trasferiti i 24 letti della Medicina d’urgenza con sopra i malati. Eppure, questo sta scritto nel comunicato ufficiale di ASUGI, l’Azienda sanitaria triestina, che ha voluto sottolineare che l’impiantistica realizzata garantisce gli standard propri della terapia intensiva. Perché?
Ecco che allora il pensiero va allo scorso dicembre quando l’assessore alla Salute Riccardi aveva annunciato alla stampa il potenziamento della rete di emergenza regionale, tra cui l’attivazione di 39 nuovi letti di terapia intensiva, dei quali 20 a Trieste, tutti realizzati prima del 31 agosto 2025, una data importante come vedremo in seguito.
Sembrava finalmente una buona notizia per Trieste, visto che a Cattinara la Rianimazione conta su 16 letti di terapia intensiva, un numero piuttosto basso rispetto alle esigenze operative, e qui basti fare un raffronto con l’ospedale di Udine, che dispone di 32 letti di terapia intensiva, il doppio di Trieste. Ma ben presto è subentrata la delusione, poiché siamo andati a cercare dove si trovavano questi nuovi letti e non li abbiamo trovati.
Così riappare il mistero sul numero effettivo di letti di terapia intensiva in FVG, che aveva riempito le cronache nel periodo post Covid. Nei primi mesi del 2022 l’assessore Riccardi aveva dichiarato che i posti letto di Terapia intensiva erano 175, ma l’AAROI, che rappresenta proprio i medici anestesisti che nelle Terapie intensive ci lavorano, smentì nettamente tale dato, per loro i posti letto effettivi erano 82, meno della metà di quelli annunciati dall’assessore.
Allora la vicenda ebbe una forte risonanza anche sui media nazionali, che parlarono di letti fantasma, che poi sono finiti nel limbo per riapparire adesso.
Ma oggi è diverso, non dovrebbero più bastare solo annunci astratti, visto che questi letti sono finanziati da fondi PNRR e il pagamento è subordinato all’effettiva realizzazione entro il 31 agosto 2025 di questi posti letto, ciascuno dei quali ha un proprio codice identificativo, che è riportato in documenti ufficiali dell’Azienda sanitaria e registrato dal Ministero della Salute. Quindi dovrebbero essere posti letto concreti, riscontrabili, eppure a Cattinara non si trovano, e neppure al Maggiore. E allora dove sono?
Il mistero è svelato dalla stessa Azienda sanitaria che rivela che questi 20 nuovi posti letto con i relativi ventilatori non sono stabilmente attivi, sono in deposito, e in caso di emergenza possono essere rapidamente rimessi in uso.
Vista l’impiantistica della nuova sede della Medicina d’urgenza ci sarebbe anche lo spazio teorico dove poterli attivare, ma si badi solo teorico, in quanto pare assai problematico spostare un reparto come la Medicina d’urgenza in tre giorni, e tanto più durante una situazione emergenziale, oltre che trovare gli anestesisti rianimatori e gli infermieri specializzati per far funzionare i 20 posti di intensiva.
Quindi sono letti che sembrano destinati a restare sulla carta, ma così la Regione potrebbe incassare i soldi del PNRR per questi posti letti assegnati a Trieste, che però in tutta evidenza non sono attivi, nonostante il Decreto-legge 34 /2020 che disciplina la materia parli esplicitamente di posti letto strutturali.