Monfalcone: vita quotidiana
Fincantieri, azienda controllata dallo Stato, termina le acquisizioni, triplica gli utili. I risultati del primo semestre 2026 confermano che la crescita è sempre più accompagnata da una forte espansione della redditività e della capacità di generare valore. A una prima lettura degli articoli di stampa tutto parla positivo, di futuro, tutto molto bene. Penso che tutto questo luccichio abbaglia, la Fincantieri e anche Monfalcone, riguarda la nostra vita quotidiana, provo a sottolineare alcuni punti: -l’azienda presenta bilanci, risultati, numeri, prodotti che sono il frutto di una strategia lungimirante che va riconosciuta ai Dirigenti chiamati a guidare. Oscurati, non citati, non considerati tutti lavoratori centrali nell’azienda stessa, la continuità. Gli stessi lavoratori che diventano centrali, numeri variabili, utilizzati nella cassa integrazione o nei licenziamenti, quando i bilanci sono negativi.
– Utili triplicati mantenendo stipendi bassi, scaricando sul territorio diversi costi conseguenti alla produzione come: trasporti, inquinamento, la sanità, la casa, formazione e integrazione. Sono i dati che certificano il divario tra la qualità del prodotto, gli utili e lo stato dei lavoratori e della città sempre più povera. Questo mette a nudo i grandi limiti della politica locale, i fallimenti di un rapporto individuale, personale, senza una strategia, una partecipazione, un sostegno. Se “una su
mille c’è la fatta” per un certo tempo, il mancato ufficio tecnico per 670 giovani presso l’ex albergo operai e i 2700 posti spogliatoi sono forse il prezzo pesante, con tutto il resto, che la città sta pagando.
-Questa Società, azienda controllata dallo Stato, è la continuazione della precedente che è stata riconosciuta colpevole degli omicidi amianto, tema tutt’ora aperto. Ricordo questo per valutare il rapporto tra gli utili e il valore della vita dei lavoratori, per dire che sono insufficienti le applicazioni delle norme, leggi e certificazioni. Va preteso che vengano utilizzati solo materiali sicuri per la salute, e venga rilasciato un certificato per la prevenzione della salute dei lavoratori. Ripartire dalla coscienza della città, dalle culture nate dalle storie, fatte di valori, lotte, sconfitte, programmi e progetti, di un’idea di città, di territorio o addirittura di Regione aggregando e mobilitando soggetti diversi, ma uniti per un obbiettivo comune. Rialzarsi se non ora quando.
Luigino Francovig




