Nell’ambito degli incontri dedicati a Ritratti e testimonianze dell’Italia civile oggi sarà presentata la figura del giurista Vezio Crisafulli

Prosegue la galleria dei personaggi e delle testimonianze dell’Italia civile ideata e organizzata dall’Istituto Friulano per la storia del movimento di liberazione e dall’ANED di Udine.

Oggi  22 ottobre alle ore 17.30 presso la fondazione Friuli in Udine via Manin, in collaborazione con l’ISGRE e con il patrocinio del dipartimento di scienze giuridiche dell’Università di Udine sarà presentata la figura di Vezio Crisafulli (“certamente uno dei più autorevoli, se non il più autorevole degli studiosi di diritto costituzionale dell’Italia repubblicana”) (S. Bartole).

Oltre a svolgere l’attività accademica Crisafulli fu giudice della Corte Costituzionale, e, in quanto tale, anche componente del Collegio sullo scandalo Looked. Inoltre, fu nominato componente del Comitato amministrativo di inchiesta sulla loggia P2. Ma Crisafulli fu anche docente di diritto costituzionale presso l’Università di Trieste e sulle sue “Lezioni di diritto costituzionale” si formarono intere generazioni di studenti di giurisprudenza della nostra regione.

Proprio un suo allievo e successore, il professor Sergio Bartole, ed il professor Roberto Bin, hanno curato e presenteranno il volume “Vezio Crisafulli Politica e Costituzione Scritti ‘militanti’ (1944-1955)”.

Gli argomenti spaziano dalla successione al re, alla reggenza, al concordato e al sistema elettorale. Tali scritti appartengono ad una precisa fase della vita di Crisafulli quella in cui aveva aderito al partito comunista italiano e consentono di esplorare il tema della sua fedeltà, ad un tempo, alla propria scelta politica ed al rigore del metodo e della dottrina giuridica che insegnava nelle aule universitarie.

L’incontro è promosso
dall’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione, dall’Aned di Udine, in collaborazione con Isgre – Istituto di Studi Giuridici Regionali, con il Patrocinio del Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università degli Studi di Udine e
con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

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