Niet del Consiglio di Stato alla pretesa della Danieli di avere i nomi dei sottoscrittori della petizione contro l’acciaieria a san Giorgio di Nogaro

In questi giorni dove sembra che il bullismo dei potenti faccia la parte del leone, una speranza arriva dalla giustizia italiana. La Danieli spa non avrà i nomi e le anagrafiche relative ai firmatari dei sottoscrittori della petizione Contro l’acciaieria a San Giorgio di Nogaro. La notizia della sentenza del Consiglio di Stato contro la pretesa della Danieli, inattesa nei tempi, è invece una bella notizia per chi crede nella democrazia e che, come si è espresso a caldo l’Avv Carlo Monai che ha seguito legalmente la questione è “importante successo, che costituisce un precedente innovativo nell’attuazione pratica di fondamentali principi costituzionali di libertà e di democrazia, che distinguono e rafforzano i diritti politici e civili che caratterizzano la cultura giuridica della Unione Europea. È un raggio di luce in questi momenti bui per l’Istituzione e per le libertà individuali di critica rispetto all’imperante massificazione del pensiero unico”. “La bella notizia, aggiunge Monai, che gratifica anche la professionalità degli Uffici regionali che ab ovo (dall’origine) avevano negato le firme alla Danieli”. In particolare la corte Sezione Quinta del Consiglio di Stato scrive fra l’altro ….” la sottoscrizione di una pubblica petizione implica il consenso al trattamento dei propri dati personali per la specifica finalità connessa alla stessa e, quindi, implica il consenso alla trasmissione dei propri dati personali all’autorità pubblica che ne è destinataria; non implica, invece, il consenso al trattamento dei propri dati personali per altre finalità, diverse ed ulteriori, e neppure equivale a rendere manifestamente pubblici i propri dati personali.
In particolare, l’esclusione di tale equivalenza, da cui conseguirebbe l’applicabilità della deroga di cui all’art. 9, comma 2, GDPR, si desume dalla differenza ontologica che esiste tra la mera adesione ad una petizione pubblica e la esternazione pubblica di tale adesione ed è confermata dall’espressa attribuzione, da parte di altri ordinamenti, quali quello unionale, della facoltà di colui che sottoscrive una petizione pubblica di chiedere ed ottenere che il suo nome sia nascosto al fine di proteggere il suo diritto alla privacy. 10.2. In definitiva, la sottoscrizione di una petizione pubblica non comporta la rinuncia a tenere protetti e riservati i propri dati personali né equivale a rendere manifestamente pubblici i propri dati personali. A ciò va aggiunto, come già evidenziato, che la sottoscrizione di una petizione pubblica può rivelare un’opinione o, comunque, una posizione politica, per cui i relativi dati personali assumono il valore di dati sensibili (o, secondo la
terminologia del GDPR, dati particolari)”.

Va ricordato che l’appello è stato promosso dal consigliere regionale di Open Fvg Furio Honsell e dagli attivisti Marino Visintini e Paolo De Toni e che invece la Giunta Fedriga non ha avuto il coraggio di difendere il diritto di opinione di oltre 22mila propri cittadini abbandonandoli a potenziali gravi rivalse qualora fossero stati rivelati i loro nomi e nonostante il parere espresso anche all’interno della stessa Regione.

 

Acciaieria: Gruppo Pd, Fedriga ignora Consiglio e abbandona cittadini