Noi siamo Fvg: “chiedete e vi sarà dato”. 2,2 milioncini a Proloco e Parrocchie nelle more di ri-sigillare il vaso di Pandora “grandi eventi”

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Noi siamo Fvg, chiedete e vi sarà dato. La giunta regionale cerca di annacquare la figuraccia epocale fatta con le spese pazze per le “celebrazioni” del 50enario del sisma del 76 con una doppia strategia, velo pietoso di silenzio sulla vicenda Bocelli, confidando sulla consueta collaborazione della stampa locale monopolista e della ninna nanna di palazzo alle opposizioni. L’intento è cercare di sigillare quel vaso di Pandora, da loro stessi aperto e, novità di ieri, macinando un po’ di cacio sul tavolo del sempre affamato mondo dell’associazionismo locale che non ha gradito lo sperpero reso palese dal pacco di milioni bruciati in quel di Gemona. Del resto la campagna elettorale si avvicina a passi da gigante e la destra, pensando di aver suturato il pericolo Riccardo Riccardi, prepara le rivendicazioni relative allo scranno che fu di Fedriga. Sostituirlo, tutto sommato, non dovrebbe essere difficile, basta trovare un altro pesce in barile, a dimostrazione che non esiste solo l’immobile stabilità del governo nazionale tutto chiacchere e distintivo, ma anche quella regionale, basta trovare un mazziere che non diventi baro. Facile in Fvg indirizzare flussi di propaganda quando le casse trasudano denaro (in realtà ottenuto da quelli che c’erano prima) e quando unico requisito non è più neppure l’area di appartenenza o presunta tale. Del resto la destra ha avuto anni per costruirsi nei territori, a livello locale, quella rete sodale di interessi, ma addirittura oggi si lasciano cadere briciole per tutti o quantomeno si finge di farlo. Così ieri, in una classica “domenica del villaggio” di inizio settembre, non riferita ovviamente alla poesia “Il sabato del villaggio” di Giacomo Leopardi, ma più credibilmente al luccicante programma televisivo andato in onda per anni sulle reti Mediaset, arriva l’annuncio dell’assessore regionale alle Infrastrutture e trasporti Cristina Amirante: Sagre e fiere tradizionali riceveranno una pioggia di euro. Pronta infatti una iniezione ricostituente dopo l’approvazione da parte della Giunta del bando, che dispone di una dotazione finanziaria complessiva di 2.258.544,85 euro per il triennio 2026-28. “Entro settembre si aprirà il bando regionale da oltre 2,2 milioni di euro per sostenere le Pro Loco, le parrocchie, le fondazioni e le associazioni senza fini di lucro che promuovono e sostengono sagre, feste locali e fiere tradizionali. Si tratta di iniziative che custodiscono identità, tradizioni e socialità delle nostre comunità locali: con queste risorse vogliamo sostenere strutture e spazi più accessibili, sicuri ed efficienti, sia per lo svolgimento delle manifestazioni sia per l’attività dei soggetti che le promuovono”. “Il bando, si legge nella nota stampa di Amirante, sostiene innanzitutto gli interventi di maggiore consistenza sul patrimonio immobiliare: l’acquisto di immobili o impianti fissi destinati a sede legale o operativa, gli ampliamenti degli edifici e gli interventi di manutenzione straordinaria – chiarisce Amirante -. Sono inoltre finanziabili opere di efficientamento energetico, eliminazione delle barriere architettoniche e adeguamento alle normative vigenti. Gli interventi devono riguardare immobili o impianti ubicati in Friuli Venezia Giulia, di proprietà dei beneficiari e destinati a loro sede, oppure utilizzati per le manifestazioni”. Ed ecco che già si potrebbero identificare figli e figliastri, dato che i fondi sono destinati ai sodalizi più strutturati. Si spiega da parte di Amirante che il contributo copre il 100 per cento della spesa ammissibile, fino a 70mila euro; non sono ammesse domande per interventi inferiori a 10mila euro. Insomma ogni richiedente potrà presentare una sola domanda e per ciascun immobile sarà ammessa una sola richiesta di contributo, la quale dovrà essere presentata online tramite il sistema “Istanze OnLine”. Gli interventi dovranno iniziare dopo la presentazione della domanda e questo lascia pensare che il bando rischia di essere, se non sartoriale, almeno telefonato, perché viene da chiedere quale associazione può iniziare i lavori al buio, senza sapere se saranno finanziati davvero, se non quelle che hanno avuto garanzie precise o quelle che hanno spalle abbastanza larghe per operare anche in assenza del “rimborso” pubblico? Al fine della definizione della graduatoria, spiega ancora Amirante, verranno considerati la tipologia dell’intervento e dell’immobile, l’accessibilità, la sostenibilità ambientale e sociale, i contributi già ottenuti sui precedenti bandi previsti dalla legge regionale 7/2019 e la dimensione economica del richiedente. Insomma tanti paletti, e per qualcuno sarà slalom al buio, per altri luminosissimo percorso già tracciato e mappato. Intanto però si annuncia un ”fondi per tutti” che fa buona specie per la campagna elettorale che verrà.
FF




