Non siamo a “yankees go home”, ma poco ci manca. Partita anche in Fvg la difesa acritica della Meloni tacendo sui suoi errori

Non sappiamo se la presa di posizione del Presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti,  primo nel coro che si sta creando in difesa acritica della presidente del Consiglio Meloni (vedi in calce le “prime” dei giornali di destra),  sia ispirata da una sorta di ordine di servizio giunto dai vertici governativi, più probabile che Agrusti abbia annusato l’aria decidendo di compiacere primo fra tanti  il nuovo corso. Appare evidente che le parole di Donald Trump contro la presidente Meloni (e purtroppo in suo nome contro l’Italia) hanno sparigliato le carte non solo nel mondo della politica propriamente detta, ma anche in quel  mondo economico-finanziario collaterale che sostiene il governo e le sue inefficienze. Quel “mi ha fatto pena” ha risvegliato le coscienze che le morti dei bambini e le distruzioni a Gaza, l’attacco illegale al Venezuela, quello all’Iran e al Libano per non parlare delle politiche violente interne agli Usa sull’immigrazione ispirate dal tycoon , non avevano risvegliato. Meglio tardi che mai, anche se non crediamo che questo si traduca in un “yankees go home” e neppure in un effettivo riposizionamento europeo del nostro paese. C’è invece il rischio che sull’altare del nazionalismo Meloniano arrivi una sorta di autarchia simile a quella che nel ventennio venne attuata dal fascismo in risposta alle sanzioni economiche imposte dalla Società delle Nazioni dopo l’invasione dell’Etiopia nel 1935. L’autarchia, allora propagandata dal regime come vittoria dell’italica potenza, aveva l’obiettivo di rendere il paese autosufficiente dal punto di vista produttivo, oggi certamente impossibile, ma possibile invece venga sancito un autoisolamento internazionale che, nella migliore delle ipotesi renderebbe ininfluente il nostro paese, rispetto alle scelte internazionali con danni enormi anche all’economia. Comunque tornando al “glocale” come spesso è avvenuto in questi anni, se non decenni, il Presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, al quale bisogna riconoscere di avere “naso” e capacità di ricollocamento, ha annunciato che quest’anno non parteciperà alla tradizionale celebrazione dell’Independence Day organizzata alla Base USAF di Aviano. La decisione, si legge in una nota, assunta «con grande rammarico», è motivata dalle recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e, più in generale, dal clima di crescente conflittualità verbale nei confronti di autorevoli rappresentanti istituzionali europei e del Papa. «Con la sofferenza – sottolinea il Presidente – di chi si è sempre sentito profondamente amico degli Stati Uniti. La mia lunga esperienza nell’assemblea dell’Atlantico del Nord, l’organismo politico della Nato e la mia assidua partecipazione a tanti eventi bilaterali, rende questa decisione ancora più dolorosa; tuttavia, la pubblica denigrazione del capo di Governo italiano che fa seguito ad una lunga serie di aggressioni verbali ad altri leaders europei – Stammer, Macron, Merz, Sanchez – senza parlare del trattamento vergognoso all’eroico leader Ucraino, Zelenskyy e, non ultimo, al Santo Padre, non mi consentono di ignorare l’atteggiamento ostile della attuale Amministrazione americana. Resta la mia considerazione – conclude il Presidente di Confindustria Alto Adriatico – per il Comandante e il personale tutto della Base».