Operatore ferroviario travolto e ucciso da un treno a San Giorgio di Nogaro

Ancora un morto sul lavoro, ancora una persona uscita di casa per guadagnarsi il pane non tornerà a casa. Stava lavorando nei pressi di San Giorgio di Nogaro  quando sceso da un merci  è stato travolto e ucciso da un treno passeggeri. È successo nel primo pomeriggio di oggi, 17 luglio, a un operaio macchinista di nazionalità tunisina che lavorava sulla linea ferroviaria Udine – Trieste per una ditta esterna. Il terribile incidente è avvenuto intono alle 13.00 all’altezza di San Giorgio di Nogaro. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco, il 118 e il personale della polizia ferroviaria ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Le forze dell’ordine stanno cercando di far luce sull’accaduto. Secondo le prime informazioni  operatore ferroviario di 43 anni è morto dopo essere stato investito da un treno regionale in transito nella stazione di San Giorgio di Nogaro. L’incidente è avvenuto poco dopo le 13 durante un’attività lavorativa su un treno merci. La vittima è un cittadino tunisino nato nel 1982, dipendente di un’impresa ferroviaria esterna era residente a Latisana. Secondo le prime informazioni, l’uomo sarebbe sceso da una locomotiva di un merci quando è stato travolto dal convoglio regionale che viaggiava senza passeggeri a bordo per un trasferimento di servizio.  Come accennato in apertura sul posto sono intervenuti i soccorsi e le autorità per gli accertamenti. La circolazione ferroviaria è stata sospesa nei pressi di San Giorgio di Nogaro per consentire le verifiche dell’Autorità giudiziaria. Attivati bus sostitutivi. Intercity e treni regionali hanno comunque registrato ritardi, con possibili limitazioni di percorso o cancellazioni.

Il cordoglio della politica

Furio Honsell Open Fvg:

“Esprimo profonde condoglianze e vicinanza alla famiglia per il gravissimo incidente che ha visto la morte di un macchinista tunisino travolto da un treno a San Giorgio di Nogaro. È inaccettabile che ciò possa ancora avvenire in un luogo che dovrebbe essere il modello della sicurezza sul lavoro: la ferrovia. Ma anche oggi si registrano in Italia purtroppo tanti altri incidenti e morti sul lavoro. L’indifferenza per la vita umana negli impianti di produzione non deve mai essere
accettata. Queste tragedie sono tragedie di cui tutti devono farsi carico perché si scongiurino.” Così si è espresso Furio Honsell, Consigliere regionale di Open Sinistra FVG.

Luca Braidotti segretario del Pd provinciale di Udine

“Il drammatico infortunio costato la vita all’operaio a San Giorgio torna a imporre l’urgenza della sicurezza nei cantieri ferroviari italiani, così come in molti altri ambiti lavorativi particolarmente a rischio. In attesa degli accertamenti delle autorità competenti, esprimiamo cordoglio e amarezza per questa vita schiantata e per il dolore di chi gli voleva bene. Il bisogno di lavoratori da parte del nostro sistema produttivo rischia di trasformarsi in un ulteriore fattore di rischio da tenere in considerazione”. Così il segretario del Pd provinciale di Udine, Luca Braidotti, esprime il cordoglio del partito per la fine tragica del lavoratore.

 

Oian e Badin (AVS FVG): «Ancora un morto sul lavoro. È inaccettabile morire sulle rotaie nel 2026»

«Esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia, ai colleghi e ai compagni di lavoro dell’operaio ferroviario di 43 anni, dipendente di un’impresa ferroviaria esterna, che oggi ha perso la vita a San Giorgio di Nogaro mentre svolgeva il proprio lavoro. È completamente inaccettabile che nel 2026 si continui a morire sul lavoro, ancora una volta sulle rotaie e quest’oggi, in pieno giorno. Ogni morte sul lavoro rappresenta una sconfitta per l’intero Paese e imporrebbe una riflessione profonda sul modello produttivo e sull’organizzazione del lavoro.»

«Sarà la magistratura ad accertare le responsabilità e la dinamica dell’incidente. Ma non possiamo ignorare un dato strutturale: negli ultimi decenni la frammentazione del lavoro, l’esternalizzazione di attività strategiche e il crescente ricorso ad appalti e subappalti hanno reso complessa la gestione della sicurezza in molti settori, compreso quello ferroviario. Il Governo Meloni, invece di intervenire per rafforzare controlli, tutele e responsabilità lungo tutta la filiera degli appalti, ha scelto di liberalizzare ulteriormente il sistema dei subappalti a cascata. Una direzione sbagliata che rischia di scaricare sui lavoratori i costi della competizione e della ricerca del massimo profitto. I recenti casi di operai morti sui binari – come nella Strage di Brandizzo del 2023 – sono tutti legati ad esternalizzazioni delle attività di manutenzione verso imprese private, con un notevoli criticità in merito ai livelli di sicurezza sul lavoro, come denunciano da tempo le organizzazioni sindacali di categoria e Alleanza Verdi Sinistra.»

«Servono investimenti nella prevenzione, più ispettori del lavoro, una internalizzazione generale di appalti e subappalti, una disciplina più rigorosa nelle filiere ed una cultura della sicurezza che venga prima di qualsiasi esigenza produttiva. Il diritto a tornare a casa dopo una giornata di lavoro deve essere garantito a tutti, senza eccezioni. Sinistra Italiana – AVS è al fianco delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori che ogni giorno chiedono condizioni di lavoro più sicure, dignitose e rispettose della vita umana. »

 

Walter Rizzetto di Fratelli d’Italia, presidente della commissione Lavoro della Camera.

“La notizia della morte dell’operaio avvenuta oggi lungo la linea ferroviaria nei pressi della stazione di San Giorgio di Nogaro lascia sgomenti e colpisce profondamente l’intera comunità. Ai suoi familiari e ai colleghi rivolgo il mio cordoglio più sincero e la mia vicinanza in questo momento di dolore. È necessario che sia fatta piena luce sulla dinamica dell’incidente e sulle circostanze in cui si è verificato. L’ennesima vita spezzata sul lavoro conferma quanto sia indispensabile proseguire con il massimo impegno nell’azione di prevenzione, nei controlli e nella diffusione di una cultura della sicurezza sempre più rigorosa”.

 

Morte sul lavoro: Pozzo (Pd), sicurezza sia priorità assoluta

«Il lavoro è certamente un diritto su cui si fonda la nostra Repubblica, ma allo stesso modo e ancora di più deve esserlo il diritto a tornare a casa vivi al termine della giornata. Di fronte all’ennesima tragedia sul lavoro, che oggi ha colpito un operaio a San Giorgio di Nogaro, è evidente che non si è fatto ancora abbastanza in termini di prevenzione, formazione e controlli». Lo afferma il consigliere regionale Massimiliano Pozzo (Pd).

«Il ripetersi di morti sul lavoro non può diventare un fatto da archiviare come una tragica fatalità. È necessario che istituzioni, imprese e parti sociali rafforzino ulteriormente il proprio impegno affinché la sicurezza sia una priorità concreta in ogni luogo di lavoro. Solo investendo con continuità nella cultura della prevenzione, nella formazione e nei controlli si potrà ridurre un fenomeno che continua a provocare vittime e a lasciare famiglie e comunità nel dolore. Alla famiglia del lavoratore scomparso va il mio più sincero cordoglio».