Otto anni senza contratto, la sanità privata incrocia le braccia. Venerdì sciopero nazionale indetto. In Fvg coinvolti 3 mila lavoratori.

È un settore che vive un momento di forte espansione, con un volume d’affari stimato in 12 miliardi a livello nazionale e utili in forte crescita, ma che nello stesso tempo non rinnova da 8 anni i contratti dei suoi dipendenti. Si tratta della sanità privata, che venerdì 17 aprile vedrà l’ennesima mobilitazione dei suoi lavoratori, quasi 300 mila a livello nazionale, in lotta per il rinnovo dei contratti, fermi, come detto, da 8 anni per quanto riguarda i Ccnl Aris e Aiop, e addirittura da 14 anni nel caso delle Rsa. Quasi 3 mila in Friuli Venezia Giulia i lavoratori coinvolti dallo sciopero, proclamato unitariamente da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl: l’astensione dal lavoro sarà dell’intera giornata e sarà accompagnata da una manifestazione nazionale in programma nella mattinata a Roma, in piazza Santi Apostoli.

A sostegno della rivendicazione di un giusto aumento salariale, a copertura di un’inflazione che ha corso a passi da gigante, anche le rivendicazioni che i sindacati lanciano nei confronti delle istituzioni nazionali e regionali: «Al Ministero della Salute e alle Regioni – dichiara Orietta Olivo, segretaria generale Fp Cgil del Friuli Venezia Giulia – chiediamo norme che vincolino gli accreditamenti istituzionali all’applicazione e al rinnovo dei contratti collettivi, sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative. La tutela del lavoro deve tornare al centro delle politiche sanitarie, tanto nel pubblico quanto nel privato, perché non è accettabile che un diritto fondamentale come quello della salute ricada sulle spalle di lavoratori sottopagati e sotto tutelati. Così come non è accettabile che un settore in così forte espansione, anche in virtù delle politiche di crescente esternalizzazione dei servizi, possa continuare a prosperare e a fare utili sulla pelle dei lavoratori».