Pellegrino (Avs). Caso Ranucci: allontanamento da Report è un grave attentato alla libertà di informazione e al servizio pubblico
“La decisione dei vertici Rai di rimuovere Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report rappresenta la pagina più buia del Servizio Pubblico degli ultimi anni. Non si tratta di una scelta editoriale o di una riorganizzazione aziendale, ma di un vero e proprio provvedimento punitivo di natura politica, orchestrato per mettere a tacere una delle poche voci libere e indipendenti rimaste nel panorama giornalistico italiano.”
Così in una nota la Consigliera Regionale Serena Pellegrino, Alleanza Verdi e Sinistra, a margine della rimozione del giornalista Sigfrido Ranucci, dalla conduzione del programma televisivo ‘Report’.
“L’azienda non ha fornito alcuna reale spiegazione tecnica o deontologica per la sostituzione. Ranucci viene rimosso – prosegue Pellegrino -a seguito della vicenda giudiziaria legata al faccendiere Valter Lavitola e all’attentato subito nel 2025, in cui la Procura di Roma lo considera espressamente parte lesa. Il pretesto della ‘perdita di credibilità’ è basato unicamente su una violenta campagna di fustigazione mediatica orchestrata da giornali d’area governativa.
Ci troviamo di fronte – sottolinea l’esponente RossoVerde – a un danno al Servizio Pubblico e a un’esecuzione politica comandata.
L’estromissione di Ranucci mira a disarmare Report alla vigilia delle prossime scadenze elettorali, normalizzando il giornalismo d’inchiesta e trasformando la Rai nel megafono esclusivo di Palazzo Chigi.
La solidarietà della redazione – con gli inviati pronti alle dimissioni in blocco – dimostra che il corpo vivo del programma riconosce questo atto come un attentato all’autonomia professionale.”
E conclude Pellegrino “È impossibile non unire la propria voce alle preoccupazioni di politici, giornalisti e cittadini: l’allontanamento di Ranucci da Report costituisce un palese attacco al pluralismo radiotelevisivo.”




