Ponte di Dignano: la Regione chiarisca la propria confusione intestina. Occasione persa per il dialogo
L’associazione Noi Siamo Tagliamento – ridare spazio ai fiumi ha emesso una nota a commento di quella che definiscono la “confusione intestina della Regione”: “Leggiamo con interesse, scrivono gli ambientalisti, le dichiarazioni dell’assessore regionale alle infrastrutture, Cristina Amirante, apparse sul Messaggero Veneto del 23 luglio 2026, riguardo allo stanziamento di oltre 46 milioni di euro per l’adeguamento dell’attuale ponte storico di Dignano. L’assessora lamenta la diffusione di interpretazioni fantasiose, definendo inaccettabile alimentare ricostruzioni che non corrispondono alla realtà. Per quanto riguarda il nostro gruppo di cittadinanza attiva Noi Siamo Tagliamento desideriamo precisare che non abbiamo mai asserito l’assenza di tali finanziamenti. Nel 2023 risultavano stanziati 40 milioni di euro (oggi diventati 46,35) e gli interventi di adeguamento del ponte erano noti (allargamento della piattaforma stradale, realizzazione di corsie ciclopedonali, adeguamento strutturale e rinforzo della scogliera) e guardavano a un progetto di collegamento con la Superstrada Pedemontana Veneta. L’argomento è stato esplicitamente discusso con i sindaci proprio durante la serata di dibattito pubblico recentemente organizzata a Spilimbergo dal nostro gruppo. Le nostre osservazioni traggono origine dalla progettualità riguardante il ponte ultracentenario, analizzata nel contesto delle opere destinate alla laminazione delle piene del Tagliamento. Ci riferiamo all’approvazione della Delibera 530 nell’aprile 2024, che ha rilanciato l’idea di una mega-traversa laminante, e alla successiva delibera di “generalità 1076” del luglio 2024. Quest’ultimo documento, redatto a seguito di incontri che hanno coinvolto direttamente la Direzione Infrastrutture guidata dall’assessora Amirante, ha avallato la possibilità di unire in un’unica enorme opera la traversa laminante e un nuovo ponte viario, a causa delle criticità date dalla vicinanza col ponte storico. Questo solleva interrogativi cruciali: perché stanziare decine di milioni per consolidare e allargare il ponte esistente, che doveva essere demolito per ragioni di vetustà? E, soprattutto, questa decisione fa tramontare definitivamente la fantomatica idea del “ponte-traversa”? Sembrerebbe proprio di sì, segnando un duro colpo per l’assessore all’ambiente Fabio Scoccimarro, che su questo progetto pare non averne indovinata una, avendo promosso per mesi l’idea di un’opera unica. L’assessora Amirante invoca giustamente la necessità di fornire informazioni corrette e fondate a cittadini e amministratori. Forse, però, tale severo monito andrebbe rivolto all’interno della stessa Giunta regionale, e in primis proprio al collega Scoccimarro. Emerge infatti un profondo e irrisolto conflitto tra la pianificazione delle opere stradali e quelle idrauliche. Da una parte l’assessora Amirante difende il restauro del vecchio ponte, dall’altra l’assessore Scoccimarro ha continuato a proporre l’imponente “ponte-traversa”, politicamente cristallizzata nella delibera di generalità 1076/2024. Viene da chiedersi se, all’interno della Giunta, si parli la stessa lingua. Questo stato di totale confusione ai vertici regionali è purtroppo ormai comprensibile a tutti. Venerdì 17 luglio a Spilimbergo era stato preparato un tavolo di confronto pubblico, sereno e costruttivo, alla presenza di oltre duecento cittadini e di molti sindaci del bacino. La Giunta regionale era stata formalmente invitata, ma ha scelto di disertare l’incontro. L’assessora Amirante ha perso un’occasione unica e preziosa per presentare i suoi progetti e chiarirlo direttamente alla popolazione. Riteniamo che il dialogo vada costruito con la presenza nel territorio, non con le schermaglie a mezzo stampa”.




