Prova di disastro ambientale a Ravedis. Martedì verranno aperte le paratie della diga. Sarà ennesima strage degli innocenti? (Aggiornamento)

Sei poco social? C’è rischio annegamento. La Protezione Civile del Fvg sembra infatti aver affidato solo  alle sue pagine Facebook & c ( nemmeno al suo sito web ufficiale) la comunicazione che dopodomani, martedì 16 giugno, alle 8.30 del mattino, la diga di Ravedis sarà protagonista di una prova tecnica di svaso delle paratoie sul torrente Cellina. Per correttezza dobbiamo aggiungere che sono apparsi anche degli avvisi sui siti web dei comuni di Cordenons e Montereale Valcellina sulla cui efficacia comunicativa nei confronti della popolazione nutriamo seri dubbi così come sulla tempistica scelta. Comunque una enorme quantità d’acqua verrà rilasciata “la prova di apertura sarà totale (6 metri) con successiva chiusura della paratoia di valle dello scarico di fondo destro con livello d’invaso a quota 325,00 m s.l.m.: la prova avrà una durata complessiva di 33 minuti circa con un rilascio massimo di circa 570 m3/s e un volume scaricato di circa 470.000 m3 e si determinerà la formazione di un onda di piena…”  Si salvi chi può… verrebbe da ironizzare, se non fosse che essendo l’informazione fin qui a dir poco carente, non è escluso che qualche bagnante ignaro possa trovarsi all’improvviso travolto dalla furia delle acque, mentre sicuramente travolti saranno i nidi presenti  lungo le aree golenali o lungo gli argini. Speriamo di sbagliarci per l’onore e il rispetto nei tanti volontari, ma a questo punto sia il termine protezione e ancor di più “civile” ci sembrerebbe inadeguato…

Si legge e vede su Facebook con correlata cartina e foto esplicative di ciò che sarà:

PROVA DI SVASO DIGA DI RAVEDIS

Da quanto è dato sapere si tratta di una operazione programmata che modificherà in maniera repentina la portata del corso d’acqua dell’intera asta fino alla confluenza con il torrente Meduna. In sostanza una onda di piena “artificiale” che potrebbe essere pericolosa per ogni essere vivente, persone comprese, che si dovesse trovare nell’alveo o lungo le sponde. Per non parlare degli animali, in primis gli uccelli (ma non solo), che in questo momento sono in piena attività riproduttiva, nidi con tutto quello che contengono verranno travolti. Potrebbe essere inevitabile perdere nidiate di Folaga, Gallinella d’acqua sempre in pieno periodo di nidificazione nel periodo che va da marzo ad agosto che deve essere bandito da ogni intervento perché periodo riproduttivo, come confermano note dell’Ispra 28907/2019 e 53526/2021. Tra l’altro gli interventi sono in violazione dell’articolo 5 della direttiva Uccelli, della Legge Nazionale 157/92 e della Legge Regionale 14/2007.   Altro che cornacchia, qui potrebbe esserci una strage degli innocenti. A questo punto i quesiti sono molti, chi ha deciso una simile operazione  ad inizio estate, che non si tratti di situazione emergenziale appare chiaro. Siamo all’ennesima “strage degli innocenti”, non bastava l’azione di questi mesi del Consorzio di Bonifica della pianura friulana con le sue cementificazione di rogge e canali, ora ci si mette anche direttamente la Regione con il suo, ormai appassito, fiore all’occhiello, purtroppo lo slogan “noi siamo Fvg” inizia per davvero ad assumere una pessima connotazione. Speriamo che l’operazione possa essere fermata.    L’allarme sulla questione è stato lanciato dal Consigliere regionale di Open Sinistra FVG per la circoscrizione di Pordenone Furio Honsell che si domanda? Ma chi non è sui social come potrà mettersi al riparo? Ancora una volta sembra che non si tenga conto che siamo in pieno periodo riproduttivo di specie di uccelli elencati nelle direttive delle Zone di Protezione Speciale e di Speciale Conservazione, quali i Magredi di Cellina e Meduna, individuati dalla cosiddetta Direttiva Uccelli. Nidificano in alveo specie quali: occhione e succiacapre, averla piccola, calandro, poi in zona golenale vi sono la ghiandaia marina e la starna.
Intendiamo presentare un’interrogazione per conoscere se queste notizie corrispondano a verità e quali misure sono state prese per tutelare le specie selvatiche. Perché si continua a procedere senza tenere conto dei periodi di nidificazione?
Il tema del rapporto con la natura va profondamente rivisto nelle procedure della Regione. Non si può più ignorare, dopo le ultime direttive europee che il patrimonio della fauna naturale deve essere tutelato per il bene di quelle specie ma anche delle generazioni future di esseri umani. Sbilanciare l’eco-sistema può avere conseguenze anche molto gravi, che senz’altro non conosciamo e che non possiamo permetterci più di ignorare.”

Screenshot  della home della protezione civile ore 19,33 del 14 giugno nella quale non una parola dell’operazione

PROVA DI SVASO DIGA DI RAVEDIS