Province. Capozzi (M5S): Audizioni confermano nostri dubbi, percorso sia partecipato

“La nostra posizione è nota da tempo: non condividiamo la prospettiva di ripristinare le Province. Riteniamo che quel modello appartenga al passato e che sia più utile rafforzare gli strumenti esistenti, a partire dagli EDR, che stanno svolgendo le loro funzioni in modo efficace”.

Lo evidenzia, attraverso una nota stampa, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), esprimendosi al termine della prima giornata di lavori della V Commissione, dedicati alle audizioni dei principali portatori di interesse legati al disegno di legge 86, predisposto dalla Giunta Fvg per preparare il rientro delle Province e la contestuale soppressione degli Enti di decentramento regionale.

“L’audizione odierna – aggiunge l’esponente pentastellata – è stata particolarmente dirimente, perché ha confermato molti degli aspetti sui quali nutriamo forti riserve. In primo luogo, è emerso che le nuove Province saranno chiamate a svolgere sostanzialmente le stesse funzioni degli EDR. Le nuove Province si configurerebbero, infatti, come enti tecnico-amministrativi ai quali verrebbe semplicemente aggiunta una veste politica. Ed è proprio questo il punto che suscita le nostre maggiori perplessità”.

“Quando si tratta di programmare interventi di edilizia scolastica o di mettere in sicurezza una scuola dal punto di vista sismico, ciò che serve è una valutazione tecnica – precisa Capozzi – fondata sulle necessità e sulle priorità del territorio. Non serve una posizione politica. I cittadini si aspettano che le scelte siano determinate dall’urgenza degli interventi e dall’interesse pubblico, non dal fatto che una richiesta provenga da una parte politica più o meno vicina alla maggioranza del momento”.

“Non stiamo discutendo di una modifica tecnica o di un semplice riordino amministrativo. Stiamo invece valutando la reintroduzione di un livello istituzionale che era stato superato e che comporta implicazioni politiche e amministrative rilevanti. Per questo motivo ribadiamo con forza – sottolinea la rappresentante del M5S – la necessità di un percorso partecipato e di un referendum consultivo, affinché questa riforma non venga calata dall’alto. Peraltro, non sono pochi i dubbi emersi rispetto al fatto che debbano essere sentite le popolazioni interessate dal punto di vista giuridico”.

“Anche oggi è emerso con chiarezza che ci troveremmo di fronte a contenitori sostanzialmente identici a quelli aboliti. Lo dimostra anche il tema del personale: è stato infatti rappresentato che per i dipendenti non cambierà nulla, né dal punto di vista delle funzioni svolte, né da quello della sede di lavoro, se non l’ente di appartenenza. Di fatto, perciò, ci viene chiesto di esprimerci – conclude Capozzi – non su un ente riformato nelle sue funzioni, sul quale formulare un giudizio concreto, ma sul ripristino dello stesso ente che era stato abolito”.