Braccio di ferro sul punto nascita della “bassa friulana”. Sindaco e capigruppo della città stellata incontrano Riccardi che sulla decisione “glissa”

Il vicegovernatore FVG con delega alla Salute, Riccardo Riccardi (secondo da sx) all'incontro con il sindaco di Palmanova, Francesco Martines, e con i capigruppo del Consiglio comunale

Incontro lampo tra l’Assessore Regionale alla Sanità Riccardo Riccardi, il Sindaco e i capigruppo del Consiglio Comunale di Palmanova. All’ordine del giorno il futuro del punto nascita della città stellata e le specialità del suo ospedale. Francesco Martines, Sindaco di Palmanova, dopo aver ribadito le posizioni espresse pubblicamente, conferma: “Il vicepresidente Riccardo Riccardi ci ha confermato come la questione sicurezza sia prioritaria e che la decisione che la Regione prenderà, dipenderà da criteri e dati oggettivi e non politici, basati esclusivamente sulla sicurezza. Questo ci rassicura perché i numeri attuali e storicizzati ci confermano come Palmanova rispetti tutti i criteri oggettivi per mantenere le sue attuali attività. Sia secondo il Decreto Balduzzi che per l’accordo Stato-Regione del 2010, Palmanova, con i suoi quasi 800 parti all’anno e con un trend in controtendenza rispetto al calo di nascite regionale, ha tutti gli elementi per mantenere operativo il suo punto nascita, quale luogo sicuro dove nascere, eccellenza in Italia per l’alta percentuale di parti naturali e bassa di cesarei”. All’incontro erano presenti anche i capogruppo di maggioranza, Luca Piani e Thomas Trino, e di opposizione Luca Marzucchi, Antonio Di Piazza e Federico Cacciapuoti, tutti firmatari del documento unico che chiede chiarezza e convoca la manifestazione popolare indetta per sabato 15 giugno alle 11 davanti all’Ospedale di Palmanova. Anche dai capigruppo dell’opposizione, si sono alzate voci in difesa dell’Ospedale e la richiesta di maggiore chiarezza sulle decisioni che la Regione è chiamata a prendere. Alle domande di tempistiche chiare sulla decisione da prendere, l’assessore regionale ha stato risposto che la scelta sarà imminente. “Vista la conferma che una decisione verrà presa a breve, ribadiamo l’importanza dell’incontro di sabato, per chiedere chiarezza non solo per Palmanova ma per un territorio di circa 70.000 abitanti. Saremo in tanti a dimostrare che tutto il territorio vuole mantenere l’eccellenza del punto nascita di Palmanova” confermano i rappresentanti del Consiglio Comunale uniti.

Da parte sua l'assessore Riccardi affida ad una nota dell'agenzia di stampa regionale il suo pensiero rimandando la decisione."presto la  scelta sui punti nascita Palmanova e Latisana" afferma e poi argomenta:  "Il sistema di ostetricia e ginecologia così com'è oggi rischia di portarci fuori dagli ambiti della sicurezza. L'indecisione nella quale è stato lasciato in passato e la mancanza di medici rende necessaria una scelta definitiva che concentri queste funzioni. È una decisione che, per troppi anni, nessuno si è assunto la responsabilità di prendere. Non esistono mandanti politici o regolamenti rispetto al passato ma solo la sicurezza di mamme e bambini".  Insomma non resiste proprio Riccardi nell'addossare responsabilità al passato. "A Martines e ai capigruppo - ha continuato Riccardi - ho confermato che la decisione sull'assetto dei punti nascita degli ospedali di Palmanova e Latisana sarà presa entro breve tempo". Il tutto, ha precisato il vicegovernatore, ascoltando le preoccupazioni mosse dai professionisti e dagli operatori della sanità che, per primi, denunciano una situazione di mancata sicurezza del sistema. Anche il riferimento al numero delle prestazioni che vengono erogate, per Riccardi è un fattore determinante di definizione della sicurezza: meno prestazioni significa anche minore garanzia per chi vuole partorire in un punto nascita. "Non è in discussione l'esistenza dei due ospedali - ha concluso il vicegovernatore - ma occorre prendere subito le decisioni che affidino a ciascuno di essi un ruolo specifico. Queste scelte in passato non si sono volute prendere e ora non sono più rinviabili".

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