Quando la pezza è peggior del buco…

La risposta del Consorzio di Bonifica Pianura alle denunce relative alla cementificazione di rogge e canali è la classica pezza peggiore del buco. Secondo il Consorzio una volta terminati i lavori, verranno studiati interventi ad hoc per mitigare il problema della fauna selvatica nei territori coinvolti. Il Consorzio precisa inoltre che le nuove canalizzazioni servono a ridurre le perdite della dispersione, che al momento arrivano al 30-40%. Quanto ai livelli e alla velocità della corrente, il Consorzio riferisce che non subiranno sostanziali modifiche con la cementificazione degli argini.  Come è palese si ammette l’esistenza del problema relativo alla fauna e si ammette che non era stato valutato e solo a seguito delle pubbliche denunce ora il Consorzio sembra volersene occupare con un metodo classico di rilanciare avanti nel tempo la soluzione del problema confidando che la polvere mediatica si depositi. Purtroppo nelle more dello “studio” gli animali moriranno ed è anche chiaro che l’aver stravolto la naturalità delle sponde di rogge e canali non consentirà la nidificazione e la stessa sopravvivenza di uccelli che trovavano in quello acque e sponte la loro sussistenza. Per non parlare della devastazione paesaggistica che è ormai compita con da quelle sciabolate di cemento che deturpano la pianura.  Insomma come minimo non sono state valutate le conseguenze ed oggi a pagare sarà l’incolpevole natura il tutto in nome di un progresso che spesso altro non è che speculazione. Il dubbio, che forse si è fatta certezza, è che per poter ottemperare ai tempi dettati dal Pnrr, nonostante ci fossero stati anni per operare correttamente,  ora è corsa contro il tempo per completare  quel poco meno del 30% di progetti da finire entro il 30 giugno. In ballo opere per oltre un miliardo di euro che senza il completamente si vedrebbero diventare debito immediato. Opere che come nel caso della cementificazione erano e sono poco utili quando non dannose. Speriamo ci sia un giudice… a Berlino e che a pagare non siano gli incolpevoli cittadini ma una classe dirigente incapace.