Reintegro “elettorale” sanitari no vax , insorge l’opposizione e arriva il no dell’Ordine dei medici

Una norma che definire discutibile è poco, è stata approvata in commissione Affari sociali della Camera. Consentirebbe la reiscrizione agli Albi dei sanitari radiati per condotte legate alla diffusione di terapie antiscientifiche durante la pandemia. Si tratta dello strizzare l’occhio ai no vax da parte di Fratelli d’Italia per scopi meramente elettorali, questo appare chiaro. Anche se la notizia del tentativo non ha avuto per ora grande rilievo mediatico, non così è in parlamento, anche se oscurato dalle vicende sulla legge elettorale, il no deciso al provvedimento si alzato forte da tutte le opposizioni alla Camera contro l’emendamento di FdI che apre al reintegro dei sanitari radiati durante il Covid: PD, M5S, AVS, Italia Viva e Azione chiedono un’informativa urgente al ministro  Schillaci, accusando la maggioranza di fare propaganda elettorale a scapito dei 383 camici bianchi morti in pandemia.  Sulla questione si è espresso anche il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma Antonio Magi. Si legge testualmente in una nota:
“Il commento degli ordini professionali è sicuramente negativo. Quando si viola il codice deontologico, e in questo caso riteniamo che non sia stato rispettato, in quanto oltre a essere pro o contro ai vaccini a loro difesa questi colleghi che hanno avuto provvedimenti disciplinari hanno diffuso informazioni antiscientifiche e hanno presentato a loro difesa pubblicazioni pseudoscientifiche prive di reale fondamento. Dall’altra parte ci sono le norme di legge, che devono essere rispettate: se la legge prevede che un professionista, durante una pandemia con migliaia di morti debba vaccinarsi, allora hanno l’obbligo di vaccinarsi a tutela della comunità, perché è il loro ruolo professionale e deontologico. Se questo non è avvenuto, è evidente che la questione rientra nell’ambito dell’attività disciplinare degli Ordini”.
La misura, contenuta in un emendamento di Fratelli d’Italia al disegno di legge delega sulle professioni sanitarie, approvato in commissione Affari sociali, prevede in particolare la possibilità di una reiscrizione agli Albi per i medici e gli operatori sanitari radiati per fatti legati alla pandemia, purché le condotte contestate non siano state ritenute dolose. “Va inoltre sottolineato- ha proseguito Magi- che gran parte dei provvedimenti disciplinari adottati nei confronti di alcuni sanitari non sono stati legati soltanto alla questione vaccinale, ma ad altri comportamenti dolosi da questi tenuti nei confronti degli Ordini e alla presentazione di documentazioni inesistenti, comprese false citazioni o pubblicazioni scientifiche che sostenevano, ad esempio, che i vaccini fossero controproducenti. Utilizzare questi strumenti come elemento di difesa è una violazione del codice deontologico”. Dunque “da una parte”, secondo Magi, si approvano leggi “per garantire la sicurezza dei cittadini e la legalità”, dall’altra con questa norma “sembra si vadano a ‘coprire’ comportamenti contrari alle regole- ha evidenziato- mentre vengono penalizzati coloro che hanno rispettato quanto previsto dalla legge e dalle disposizioni vigenti, anche quando magari non erano personalmente d’accordo. Lo hanno fatto comunque, nell’esercizio del proprio dovere. Cosa ancora più grave è il mancato rispetto dei colleghi che hanno perso la loro vita per salvare gli altri. Per questo riteniamo che questa norma non sia una scelta corretta”.
Ha quindi aggiunto il presidente dei medici di Roma: “Per quanto ci riguarda, questa è una presa di posizione che esprime soprattutto grande disagio. Essendo un organo dello Stato, vedere che prima vengono date indicazioni e poi vengono adottati provvedimenti che sembrano andare in una direzione diversa genera preoccupazione. Ci auguriamo che in Senato questa norma venga cancellata”. Secondo Magi, quindi, è necessario evitare “un passo indietro, perché introdurre norme di questo tipo rischia di creare ulteriore confusione nei cittadini, che sono già sottoposti quotidianamente a molte informazioni contrastanti”.