Ricerca, valutazione dell’Agenzia nazionale di valutazione Anvur premia l’Università di Udine
Tre primi posti, un secondo, tre terzi posti e cinque piazzamenti fra i primi dieci. Sono alcuni dei risultati più significativi ottenuti dall’Università di Udine nel bilancio finale della Valutazione della qualità della ricerca (Vqr) dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur). Il monitoraggio, riferito al quinquennio 2020–2024, ha analizzato le istituzioni (atenei e centri di ricerca), le aree disciplinari, i gruppi scientifico-disciplinari e i settori scientifico-disciplinari.
Nella qualità della formazione dei corsi di dottorato di ricerca l’Università di Udine si distingue con il 12esimo posto su 61 atenei statali. In particolare, ottiene il 2° posto nelle Scienze agrarie e veterinarie; l’8° nelle Scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche e il 9° nelle Scienze giuridiche.
Molto positivo anche il giudizio nel reclutamento e progressione di carriera del personale docente, con 11 aree disciplinari sopra la media nazionale. Spiccano il 1° posto di Architettura, il 7° di Scienze politiche e sociali e di Scienze biologiche e l’8° di Scienze fisiche.
Molto buono anche l’esito dell’impatto della ricerca sulla società: l’Ateneo friulano è 28esimo su 100 istituzioni valutate.
A livello di Gruppi scientifico-disciplinari emergono il 1° posto nel Diritto del lavoro e nelle Arti performative, musicali, cinematografiche e mediali e il 3° posto in tre settori: Biochimica; Restauro e Storia dell’architettura; Misure (ambito dell’ingegneria industriale e dell’informazione).
«I risultati – sottolinea il rettore Angelo Montanari – confermano la qualità complessiva della produzione scientifica dell’Università di Udine e la sua capacità di sviluppare ricerca di livello elevato in numerosi settori disciplinari e una capacità ancora più marcata di trasformare la conoscenza scientifica in risultati concreti per la società. Il quadro che emerge riconosce l’impegno costante delle ricercatrici e dei ricercatori dell’Ateneo, il rafforzamento delle collaborazioni scientifiche a livello nazionale e internazionale e una crescente attenzione verso linee di ricerca innovative, caratterizzate da forte impatto scientifico e sociale».




