Sanità: esternalizzazione prelievi mette a rischio qualità dei risultati

Desta obiettivamente una certa inquietudine la risposta fornita dall’assessore regionale alla sanità in merito alla esternalizzazione prelievi. L’idea che i risultati di analisi fondamentali per prevenzione ed individuazione di patologie finisca sul “mercato” magari al miglior offerente non è rassicurante sul piano  della qualità.   A lanciare l’allarme è il   Consigliere regionale di Open Sinistra FVG Furio Honsell che scrive in una nota: “Oggi, in Commissione Sanità del Consiglio Regionale, ho ricevuto – dopo quasi un anno e mezzo – la risposta alla richiesta di chiarire le intenzioni della Giunta Fedriga in merito alle esternalizzazioni dei servizi di prelievo negli ospedali della Regione: l’Assessore ha dichiarato che da tempo vi sono delle parti esternalizzate, aggiungendo che le aziende stanno studiando come poterle esternalizzare completamente, secondo il modello della partnership pubblico-privata. L’Assessore ha garantito che accessibilità e tempi di servizio saranno dettagliatamente definiti nei capitolati. Tutto ciò ci appare preoccupante perché, mentre strutture interamente pubbliche adottano procedure che assicurano la qualità dei servizi, quando invece si cede un servizio al privato – il cui obiettivo non è il bene comune, ma l’utile economico derivante dall’erogazione delle prestazioni – vi è sempre il rischio che si debba ricorrere in tribunale per esigere quanto pattuito, come si è spesso visto. Se il servizio resta pubblico, la qualità è un fine; se il servizio è privato, la qualità va rivendicata. Riteniamo che vi sia una profonda
differenza di prospettiva e che servizi così ampi, come i prelievi, debbano restare a gestione pubblica. Sul tema di come convivano, all’interno dello stesso ospedale, attori che rispondono a registi diversi, non è stata data risposta.”