Sanità Fvg: dal centrosinistra la denuncia sul crollo dell’attrattività regionale. I numeri sono chiari: Un tempo punto di riferimento nazionale oggi la crisi è palese

Si è svolta questa mattina, nella Sala Azzurra del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, la conferenza stampa congiunta delle forze del centrosinistra dedicata ai dati sull’attrattività e sulla produttività delle strutture sanitarie regionali, emersi dall’accesso agli atti presentato all’ARCS da Simona Liguori, segretaria regionale di Civica FVG e consigliera regionale del gruppo Patto per l’Autonomia-Civica FVG. Si è trattata non solo di una occasione per analizzare lo stato di salute del comparto di maggior interesse per i cittadini, ma di quello che si può facilmente intuire essere l’inizio o, se si preferite, l’accelerazione di un dibattito interno alle forze d’opposizione  che si preparano, una volta tanto con opportuno anticipo e trasparenza, alla predisposizione di temi e programmi per il futuro della regione in funzione ovviamente elettorale. Non sappiamo se chiamarle prove di “campo largo” ma l’importante è che si inizi a discutere e, il tema sanità, è certamente fra i più importanti, se non il più importante e sentito dalla popolazione.

Ad aprire l’incontro è stata proprio Simona Liguori, che ha spiegato le ragioni dell’iniziativa:  «Questo accesso agli atti nasce dalla necessità di verificare con dati oggettivi ciò che denunciamo da anni sullo stato della sanità regionale. I numeri confermano che il Friuli Venezia Giulia, un tempo punto di riferimento nazionale per qualità e organizzazione delle cure, sta perdendo progressivamente attrattività, soprattutto nei ricoveri medici e chirurgici.

Voglio essere molto chiara: il problema non riguarda il valore dei nostri professionisti, che continuano a rappresentare un’eccellenza. Medici, infermieri e operatori sanitari lavorano ogni giorno in condizioni organizzative sempre più difficili. Il calo dell’attrattività è strettamente collegato alla perdita di produttività degli ospedali: se diminuiscono i volumi di attività, diventa sempre più difficile attrarre nuovi professionisti e trattenere quelli che già operano nel servizio pubblico. Ce lo chiedono i medici, ce lo chiedono i cittadini e lo impone la sopravvivenza stessa del nostro sistema sanitario. Serve un cambio di rotta deciso».

Caterina Conti (Partito Democratico) e Simona Liguori (Patto/civici)

È quindi intervenuta Caterina Conti (Partito Democratico), che ha sottolineato il significato politico dei dati emersi.

«La Giunta Fedriga ha fallito. Lo dicono i numeri, non l’opposizione. Non c’è stata alcuna inversione di tendenza: aumentano le difficoltà dei cittadini, crescono le liste d’attesa, continua la fuga del personale e peggiora la capacità di attrarre pazienti da fuori regione.

La sanità è un tema complesso e nessuno pensa che esistano soluzioni semplici, ma in questi anni sono mancate una visione strategica e la volontà di ascoltare le proposte avanzate dalle opposizioni. Oggi la realtà smentisce la narrazione ottimistica della maggioranza.

Per questo il centrosinistra non si limita alla denuncia. Abbiamo già avviato un percorso comune per costruire una proposta alternativa sulla sanità regionale: si sono già svolti due incontri di lavoro, il prossimo è fissato per l’8 luglio e all’inizio di settembre presenteremo una piattaforma condivisa. Su questo tema non esistono divisioni tra le nostre forze politiche: c’è un obiettivo comune, quello di restituire ai cittadini una sanità pubblica forte, accessibile e di qualità».

Per il Movimento 5 Stelle, la coordinatrice regionale Elena Danielis ha evidenziato come i dati confermino il fallimento della riorganizzazione della sanità regionale: «La perdita di attrattività, la fuga del personale e il calo dei ricoveri provenienti da altre regioni, che interessa persino eccellenze come il CRO di Aviano e il Burlo Garofolo, dimostrano un rapido indebolimento del sistema pubblico. È necessario invertire immediatamente questa tendenza».

Il consigliere regionale Furio Honsell (Open Sinistra FVG) ha posto l’accento sulla necessità di maggiore trasparenza e sul crescente squilibrio tra sanità pubblica e privata accreditata. «Ottenere dati completi è sempre più difficile e, quando li si analizza, emerge con chiarezza che è il sistema pubblico a perdere terreno, mentre il privato continua a rafforzarsi. È un fenomeno che merita grande attenzione».

Per Sinistra Italiana, Riccardo Pasqualis ha sottolineato il valore del lavoro unitario della coalizione: «Ringraziamo Simona Liguori per il lavoro svolto. Partire dai dati è indispensabile per costruire un confronto serio e superare la propaganda. La compattezza del centrosinistra dimostra la volontà di costruire un’alternativa credibile anche sul tema della sanità».

Il capogruppo di Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo, ha ricordato come il problema non sia la disponibilità di risorse, ma il loro utilizzo. «Il Friuli Venezia Giulia ha perso il ruolo di eccellenza che aveva conquistato negli anni. Le risorse economiche oggi non mancano: ciò che manca è una gestione capace di rafforzare il servizio pubblico invece di indebolirlo attraverso esternalizzazioni sempre più estese».

A nome della Slovenska Skupnost, Mako Pisani ha espresso piena condivisione delle analisi emerse nel corso della conferenza stampa, ribadendo la necessità di riportare la sanità pubblica al centro delle politiche regionali.

I dati ARCS (2018-2025) ottenuti tramite accesso agli atti evidenziano il progressivo indebolimento della sanità pubblica regionale.

TABELLE_DATI ARCS