Schengen. Da Bruxelles l’appello dei Consigli sindacali interregionali: ripristinare l’applicazione del trattato
«La decisione della Slovenia di ripristinare immediatamente la piena applicazione di Schengen ai confini con Croazia e Ungheria dimostra che anche il nuovo governo di destra riconosce la validità delle argomentazioni della Commissione Europea, che individua modalità diverse e più efficaci di presidio del territorio confinario rispetto alla reintroduzione dei controlli alle frontiere». Lo afferma Roberto Treu, presidente del Consiglio sindacale interregionale Fvg-Slovenia, commentando l’esito della riunione dei rappresentanti dei 45 Csir aderenti alla Confederazione europea dei Sindacati (Ces), svoltasi a Bruxelles ieri (11 giugno).
Nel corso dell’incontro è stato approvato un documento, proposto dai rappresentanti del Friuli Venezia Giulia, dedicato alla sospensione degli accordi di Schengen attuata da nove Paesi europei. Il coordinamento Csir ha espresso apprezzamento per l’invito della Commissione Europea ad avviare gradualmente il superamento della sospensione e a ripristinare la piena applicazione del trattato di Schengen. Nel documento approvato si evidenzia come la stessa Commissione abbia rilevato l’assenza di motivazioni sufficienti a giustificare il protrarsi dei controlli alle frontiere interne e come tali misure limitino una delle libertà fondamentali dell’Unione Europea, incidendo negativamente anche sulla mobilità dei lavoratori frontalieri.
Secondo il coordinamento, la riproposizione dei controlli ai confini rischia inoltre di diffondere l’idea che la libera circolazione sia incompatibile con la sicurezza e con la prospettiva di una vita prospera all’interno dell’Unione europea. I rappresentanti dei Consigli sindacali ritengono che queste misure rispondano più a logiche di politica interna che a necessità reali e che possano tradursi in un rallentamento del processo di integrazione europea, mettendo in discussione l’unità e i valori di libertà che costituiscono il fondamento dell’Unione.
Per queste ragioni, gli Csir si impegnano a sostenere, nei confronti dei rispettivi governi nazionali, il ritiro delle sospensioni e la piena applicazione degli accordi di Schengen, sottoscritti da tutti i Paesi dell’Unione europea. Analogo impegno sarà assunto dalle confederazioni sindacali dei singoli Paesi.




