Scuola. Capozzi (M5S): Slogan senza sostanza, Dx specula su pelle studenti

“Tanta, troppa, propaganda e davvero poca sostanza! Gli slanci della Destra dovrebbero farci presagire qualcosa: prima il bollo, poi il tetto del 30% per gli studenti appena arrivati e, infine, addirittura il nucleare. Chissà cos’altro si inventeranno ora? Forse, alla fine, arriveranno perfino a togliere quelle accise che avevano promesso di eliminare…”.

Lo evidenzia la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), concentrandosi sul tema della scuola e aggiungendo la convinzione personale secondo cui “ci troviamo davanti all’ennesimo slogan costruito sulla pelle degli studenti. La scuola, invece, dovrebbe essere il luogo in cui vengono risolti i problemi e non quello in cui la politica li utilizza per fare propaganda”.

“Sul tetto del 30% per gli studenti stranieri – spiega l’esponente pentastellata, affidando il suo pensiero a una nota stampa – il paradosso è ormai evidente: nel tentativo dichiarato di evitare le cosiddette ‘classi ghetto’, si rischia di creare nuove forme di separazione e di trasferire semplicemente il problema da una scuola all’altra, senza mai affrontarne le cause”.

“Ma esiste anche un altro aspetto che dovrebbe far riflettere, perché quel 30% – precisa Capozzi – non fotografa nemmeno una situazione reale e generalizzata: quei numeri, infatti, si registrano solo in rare realtà. A questo si aggiunge il fatto che, attualmente, sono già gli stessi dirigenti scolastici, operativi nell’organizzazione degli istituti, a distribuire gli studenti proprio per evitare concentrazioni eccessive”.

“La scuola – sottolinea ancora la rappresentante del M5S – non può e non deve diventare terreno di propaganda politica. Sia, al contrario, il luogo in cui si costruiscono inclusione e integrazione, non il palcoscenico sul quale alimentare paure e cercare facile consenso populista”.

“Invece di intervenire sugli organici, rafforzare le nostre scuole, sostenere gli insegnanti e garantire strumenti adeguati per affrontare le situazioni di maggiore complessità, si preferisce ancora una volta – conclude Capozzi – individuare un bersaglio e fissare un numero. Come anticipato, tanta propaganda e ben poca sostanza”.