Se la scuola va alla guerra… anche con la pace lo si può fare
Si è svolta questa mattina a Udine, presso la sala riunioni della Camera del Lavoro CGIL, la presentazione del libro di Antonio Mazzeo “La scuola va alla guerra: Inchiesta sulla militarizzazione dell’istruzione in Italia” (Manifesto Libri). Mazzeo è insegnante, peace-researcher e saggista, impegnato
nei temi della pace, del disarmo, dell’ambiente, dei diritti umani e della lotta
alle criminalità mafiose. Collabora con Il Manifesto e altre testate giornalistiche nazionali e nel 2020 è stato premiato dall’Archivio Disarmo con la “Colomba d’oro per la Pace” quale riconoscimento “per aver interpretato per anni il giornalismo
e la scrittura come una missione di difesa dei diritti umani e di denuncia delle ingiustizie”. È tra i promotori dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Mazzeo è autore di numerosi saggi critici sulla presenza delle basi Usa e Nato in Italia (in particolare sulla base di Sigonella e l’installazione del sistema satellitare MUOS a Niscemi, in Sicilia). Nel luglio del 2025 ha preso parte attiva alla missione internazionale Freedom Flotilla per Gaza di resistenza civile a bordo della nave Handala, con l’obiettivo di denunciare l’embargo e consegnare aiuti umanitari alla popolazione della Striscia di Gaza. Durante l’operazione l’imbarcazione è stata intercettata, abbordata e posta sotto sequestro dalle forze israeliane. Hanno dialogato con l’autore, Andrea Di Lenardo (insegnante e capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra – Possibile in Consiglio comunale a Udine) e Dianella Pez (insegnante in pensione e attivista). L’evento era organizzato dall’ANPI (Comitato provinciale di Udine e dalla CGIL di Udine. Numerosi gli interventi dal pubblico in sala per un tema certamente sentito soprattutto dai numerosi insegnanti presenti. Secondo Mazzeo infatti l’Italia ha smesso all’improvviso di difendere, nella scuola di ogni ordine e grado, i principi della pace e lo si sta facendo attraverso una pratica quotidiana: protocolli fra Ministero dell’Istruzione e Difesa, visite di classe alle basi militari, aziende belliche accolte nell’orientamento scolastico. Ma dall’incontro è emersa anche la speranza che se il militarismo e la guerra si insegna, anche la pace si può insegnare. Un invito in sostanza ad operare attraverso la controinformazione rispetto alla narrazione bellicista. 




