Selvaggio west

Non fosse vero, sarebbe persino legittimo credere che stiamo sognando. Basta invece solo guardarsi uno dei vecchi film western per capire come funzionano gli Stati Uniti. Il modello di riferimento è come il classico copione di quei film; c’è un villaggio fondato dai “pionieri” che hanno cacciato gli indigeni, c’è il saloon con nani, ballerine e gioco d’azzardo, lo sceriffo che viene eletto dal cattivo di turno e, appunto, il cattivo di turno che decide il bello e il brutto tempo attraverso i suoi pistoleros. Niente da fare, gli Usa non riescono proprio a cambiare e continuano a cercare di dominare il mondo tramite il solito meccanismo. Soprattutto convinti di averne il diritto, d’altra parte anche il premio Nobel Obama ce lo aveva confessato. Gli Usa sono una nazione speciale senza però averci detto per quale motivo dovremmo crederci, resta il fatto che ci piaccia o meno ce ne dobbiamo fare una ragione. Ecco, è questo il punto, personalmente non ce la faccio a mettermi il cuore in pace ed accettare questa bizzarra teoria.
Per inciso, io sono di Aviano e quest’anno ricorre il settantesimo (quasi ¾ di secolo) dell’arrivo delle truppe statunitensi in questa cittadina che da allora è diventata la sede di migliaia di soldati e famiglie di quelle che a mio avviso sono truppe di occupazione, segnando profondamente il DNA dei locali sempre secondo la mia opinione in senso profondamente negativo. Ergo, e nonostante i piani previsti per festeggiare questa ricorrenza, io sono convinto che prima si tolgono dalle scatole, e meglio è. Anche perché ci sarebbe un piccolo particolare che dovrebbe lasciare la popolazione locale meno entusiasta e maggiormente preoccupata; la presenza di qualche decina di ordigni nucleari che oltre a rendere Aviano un posto pericoloso e non sicuro come le vulgata ufficiale ci fa credere, va contro la stessa Costituzione e gli accordi internazionali firmati anche dall’Italia. Ci si vanta spesso, troppo spesso e senza senso, del fatto che l’Europa (tramite gli USA e la Nato?) ci ha garantito 70 anni di pace, dimenticandoci di una sanguinaria guerra durata più di 4 anni proprio nel cuore della stessa Europa e poi ripresa e finita tramite un illegale intervento della Nato a distanza di meno di 3 anni causando vittime quasi interamente civili ed innocenti. La seconda guerra “europea”, inoltre, è stata causata anche dalla irresponsabilità degli stessi Paesi che compongono l’alleanza atlantica e dalla sudditanza stupida dell’Unione Europea rispetto alleato d’oltreoceano. Poco importa che Putin sia un dittatorelllo, un criminale e che l’invasione dell’Ucraina sia un’infamia. Quel conflitto si sarebbe potuto evitare e poi anche fermare in tempi rapidi, ma siamo governati da persone che si pensano statisti mentre dovrebbero zappare i campi. La situazione attuale del nostro pianeta ora è di totale caos e il pericolo che si sfoci in un macello globale è del tutto ignorato dalla maggior parte dei Paesi occidentali. C’è un enorme necessità di una vera Europa, ma abissalmente diversa da quella in cui ci troviamo coinvolti che immagina una soluzione nel riarmo mentre i suoi popoli si trovano sempre più immersi nel trovare un sistema per sbarcare il lunario. Mica tutti, ovvio, ci sono sempre quei pochi che da queste situazioni traggono enormi profitti alla faccia di coloro che hanno sempre meno. Abbiamo una Presidente della Commissione capace più che altro di combinare casini per poi far sparire le prove dei suoi probabili misfatti; un’esperta nel cancellare dai suoi cellulari i messaggi che probabilmente la incastrerebbero o perlomeno concederebbero a chi ne ha diritto di capire come ha preso determinate decisioni che prevedono spese enormi e affrontate pare a cuor leggero e senza consultare chi di competenza. Non si capisce poi come in altre occasioni ci siano dei tecnici informatici che riescono a risalire ad informazioni che sembrerebbero sparite per sempre e che invece riescono a recuperare, mentre nel suo caso non ce la fanno. Misteri della fede.
Quanto a Trump, francamente non riesco a capire come la gente possa votare un personaggio del genere, basterebbe persino guardarlo per diffidare da lui e dalle sue idee. Poi mi guardo attorno e capisco che evidentemente sono io l’anormale, che di soggetti come il tipaccio ce ne sono fin troppi in circolazione, nemmeno troppo lontano e che le scelte delle persone purtroppo non seguono una logica razionale, ma vengono indirizzate attraverso meccanismi talmente semplici da risultare efficaci. Io ho i soldi, non importa come li ho fatti, ma se ti ci metti d’impegno puoi fare anche tu altrettanto. Altrimenti sei un incapace. È un po’ su questo teorema che si basa “il sogno americano” come sosteneva qualcuno.
Bene, detto questo, torniamo a noi e al corrotto presunto padrone dell’universo e ai suoi soci. Il suo è un tentativo disperato per sfuggire a declino di un Paese che se solo non fosse il guardiano del mondo con la sua forza militare (e relativa spesa), la sua moneta e le 800 e passa basi militari sparse in tre quarti del pianeta, sarebbe già uno Stato da definire in bancarotta a causa del suo immenso debito (più di 38.000.000.000.000 di dollari) e dell’interesse che ogni anno deve pagare ai suoi debitori (1.651.200.000.000 di dollari). La stessa economia Usa non è florida come si vorrebbe far credere, al contrario non si basa sulla reale produzione quanto sulla finanza che, si sa, è tutt’altro che una garanzia. Cosa dunque rimane se non barare e sfidare la sorte cercando di creare quel caos all’interno del quale trovare un sistema per ricattare il resto del mondo confidando su una potenza militare che sfidi le regole finché è in tempo per farlo? Gli interventi militari, veri crimini internazionali, nei confronti di altri Stati che hanno tutt’altro per la testa che andare a rompere le balle agli Usa, servono a impedire lo sfascio e cercare di fermare il ruolo di altre potenze emergenti prima che il proprio sistema crolli su sé stesso.
E allora via, si tenta il tutto per tutto, si cerca di rovesciare il banco; si cerca di buttarla in caciara come direbbero a Roma. Il criminale rapimento del capo di Stato in Venezuela (non a caso debole a causa del suo stesso operato, ma soprattutto del criminale embargo imposto sempre dagli Usa e dall’UE) va al di là degli interessi economici che quell’invasione possono provocare e che non sono decisivi per un’economia dei livelli di quella Usa. Certo il petrolio venezuelano farebbe al caso degli Usa che hanno bisogno (pare un controsenso ma non lo è) di un petrolio pesante da raffinare per l’eccesiva presenza di zolfo, in quanto la maggior parte delle raffinerie a cui si riferiscono gli Stati Uniti sono strutturate per quel tipo di olio nero e non per uno più puro. Sostituirle con più efficaci costerebbe troppo. Quei crimini servono piuttosto a mandare un messaggio al resto del pianeta, ai “competitors” a chi pensa giustamente che ci sia una possibilità sempre più reale e prossima di cambiare gli equilibri esistenti. Come le pretese di prendersi la Groenlandia che sarà sì anche ricca di minerali e risorse, ma è la sua posizione strategica che interessa; con lo scioglimento dei ghiacci artici quel passaggio a Nord Ovest che si sta creando metterebbe Russia e soprattutto la Cina nella posizione di ridurre enormemente i costi dei trasporti e di minare ulteriormente il dominio Usa. Senza contare che anche il canale di Panama (altro potenziale obiettivo Usa) è di fatto nelle mani delle compagnie cinesi che così controllano buona parte dei traffici dal Pacifico all’Atlantico e viceversa. Altro che traffici di cocaina e di Fentanil! L’arrembaggio alla nave battente bandiera russa nell’area dell’Islanda la dice lunga sulle reali intenzioni e sui motivi per cui la Groenlandia è “essenziale” per il biondo.
Il Medio Oriente sta diventando sempre più un teatro complesso ed è nell’interesse di Trump e compagnia mantenerlo così e di servirsi dei suoi sgherri israeliani per renderlo ancora più confuso. Basta darsi un’occhiata attorno e vedere cosa sta succedendo in questi concitati giorni in cui si sta rischiando una guerra tra Arabia Saudita e UAE che si stano menando in Yemen. In una Siria che rischia altrettanto di esplodere e di tornare ad uno scenario che sembrava appena finito. Al macello che sta andando in onda in Sudan dove gli stessi attori si stanno scontrando per ”interposta persona” o proxies come si dice in gergo per il controllo del Mar Rosso. E l’Europa cosa fa? Invece che cercare una possibilità di intervento diplomatico che possa mettere fine alla mattanza in Ucraina, pensa al riarmo. Una vera genialata.
Speriamo solo che come a volte avviene nei film western, arrivi un qualche Tex Willer che metta al suo posto il bullo di turno e che nomini uno sceriffo che non sia più un corrotto servo del cattivo, ma uno che riesca a far rispettare la legge. A partire da quella internazionale che dovrebbe essere depositata nelle mani delle Nazioni Unite il cui sistema purtroppo, così com’è, non può certo funzionare. No, decisamente la speranza di vivere solo all’interno di quei film è una pia illusione.

Docbrino