Sentenza Regeni: le posizioni espresse dalla politica Fvg

Regeni: Serracchiani, sentenza è fatto di grande civiltà giuridica

“Questa sentenza è un fatto di grande civiltà giuridica per l’Italia. Si deve riconoscere alla magistratura italiana un impegno determinante per riuscire a portare in tribunale e alla sentenza di primo grado gli imputati. E’ stata una dimostrazione di tenacia e una prova di esemplare autonomia da qualunque valutazione d’opportunità politica. Insostituibile è stata la pressione dell’opinione pubblica, la determinazione della famiglia e la spinta civile, mai  venuta meno in tutti questi anni. Dieci anni di insabbiamenti, depistaggi e intimidazioni non sono riusciti ad arginare una mobilitazione senza precedenti nel nome di Giulio Regeni”. Lo dichiara la responsabile nazionale Giustizia del Pd Debora Serracchiani, dopo che i giudici della prima Corte d’Assise di Roma hanno pronunciato la sentenza sulle richieste di condanna avanzate dalla Procura di Roma per il sequestro e l’omicidio del ricercatore friulano Giulio Regeni.

Regeni: Gruppo Pd, sentenza storica, ora niente silenzi

«Quella di oggi è una sentenza storica, che rende giustizia alla tenacia della famiglia Regeni e di quanti, in questi dieci anni, non hanno mai smesso di chiedere verità per Giulio, figlio della nostra terra». Lo affermano i consiglieri regionali del Partito democratico commentando la sentenza della Corte d’Assise di Roma.
«La magistratura italiana ha fatto il proprio dovere nonostante depistaggi e mancata collaborazione egiziana. Ora tocca alle istituzioni: questa sentenza non può diventare un punto finale. Regione e Governo nazionale continuino a pretendere dal Cairo verità, responsabilità e l’esecuzione delle condanne».

 

Giulio Regeni. Honsell: condanna storica ma la lotta per la giustizia continua. il silenzio economico e politico ora non è più tollerabile

“Pur nel dolore che suscita sempre ricordare l’orrore che dovette subire Giulio Regeni, esprimiamo soddisfazione per la sentenza di condanna degli agenti egiziani che perpetrarono quelle violenze e torture, da parte del tribunale di Roma.
Questa sentenza dà una risposta, ancorché parziale, al bisogno di verità e giustizia che da dieci anni chiedono i familiari di Giulio Regeni e tanti, tra cui noi, con loro. Piena chiarezza non è stata ancora fatta, però. Adesso ci aspettiamo che il governo italiano e il sistema economico nazionale – che così poco hanno fatto sinora – di fronte a questa sentenza operino nei confronti del Paese che fu tanto omertoso, l’Egitto, una giusta azione di censura. Nel nome di Giulio Regeni, vanno difesi i tanti cittadini che soffrono a causa di quel regime. Se ciò non avverrà, sarà come se la tortura che subì Giulio Regeni non avesse fine”. Così si è espresso Furio Honsell, Consigliere regionale di Open Sinistra FVG.

Sentenza Regeni. Moretuzzo: «Un punto fermo nella ricerca della verità. Ora non cali il silenzio»

«La sentenza della Corte d’Assise di Roma sul caso di Giulio Regeni rappresenta un passaggio importante, perché consegna alla verità giudiziaria fatti che troppo a lungo sono stati circondati da omissioni e ostacoli. È il risultato della tenacia con cui la famiglia Regeni ha continuato a chiedere verità e giustizia senza arrendersi al silenzio». Lo afferma in una nota Massimo Moretuzzo, capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica FVG, commentando la decisione dei giudici romani sul caso del ricercatore friulano. «Questa sentenza non restituisce Giulio ai suoi cari e non esaurisce tutte le domande che restano aperte. Affida però alla storia giudiziaria un punto fermo che nessuno potrà ignorare». «Ricordare Giulio Regeni significa continuare a difendere ciò che rappresentava: la libertà di ricerca, il valore della conoscenza e il diritto di cercare e raccontare la verità senza paura. Per questo la sua vicenda non riguarda soltanto la sua famiglia o la comunità da cui proveniva, ma tutte e tutti noi». «Le istituzioni italiane ed europee devono ora adoperarsi affinché questa verità giudiziaria non resti senza conseguenze – continua Moretuzzo, a nome di tutto il Gruppo –. La credibilità delle democrazie si misura anche nella capacità di non arretrare quando sono in gioco i diritti umani, la giustizia e la tutela delle libertà fondamentali».

Caso Regeni, Pellegrino Avs: Condanna 007 egiziani è vittoria della dignità contro i silenzi di Stato

“La sentenza di primo grado della Corte d’Assise di Roma, che ha condannato tre agenti dei servizi segreti egiziani per il solo sequestro di Giulio Regeni, rappresenta un passo storico e una parziale, ma fondamentale, vittoria contro il muro di gomma dell’impunità.”
Così in una nota la Consigliera Regionale Serena Pellegrino, Alleanza Verdi e Sinistra, a margine della sentenza per la morte del nostro corregionale Giulio Regeni che ha visto la condanna a 10 anni di carcere per tre dei quattro 007 egiziani.
“Abbiamo assistito, per oltre dieci anni, al boicottaggio sistematico da parte delle autorità del Cairo, a depistaggi e al silenzio complice di chi ha tentato in ogni modo di proteggere i responsabili di un crimine di Stato. Se oggi siamo arrivati a questo verdetto lo dobbiamo soprattutto alla straordinaria e instancabile determinazione di Paola e Claudio Regeni, all’avvocata Alessandra Ballarini e a quel ‘popolo giallo’ che non ha mai smesso di pretendere giustizia, battendosi contro un regime autoritario.”
Sotto il profilo strettamente politico, l’esponente di AVS sposta l’accento sulle responsabilità dei governi italiani ed europei
“Questo giudizio demolisce anni di ipocrisie diplomatiche. Non si possono più barattare – sottolinea Pellegrino – i diritti umani e il sangue di un giovane ricercatore con gli accordi commerciali, la vendita di armi o i patti di contenimento dei flussi migratori stretti con Al-Sisi. La violenza metodica ordinata e difesa da apparati statali stranieri non può trovare legittimazione nelle prassi della realpolitik.”
“La condanna degli 007 egiziani, seppur giudicati in contumacia a causa dell’ostruzionismo da parte degli organi di governo egiziani, fissa un principio democratico invalicabile: nessun apparato di sicurezza è al di sopra dei diritti umani che restano assolutamente inviolabili.”
E conclude Pellegrino “Chiediamo che il Governo italiano esca dall’ambiguità, prenda atto di questa verità processuale e pretenda l’immediata esecuzione delle misure, chiarendo una volta per tutte le responsabilità politiche, perché non si possono normalizzare i rapporti con un regime che tortura e uccide i nostri cittadini se prima non si dà seguito alla sentenza.”

Regeni. Capozzi (M5S): Verità giudiziaria non restituisce Giulio, ma riconosce responsabilità

“La sentenza che condanna tre cittadini egiziani per l’uccisione di Giulio Regeni non può restituire Giulio alla sua famiglia, né tantomeno può lenire il dolore di una perdita tanto ingiusta e devastante. Tuttavia, si tratta comunque di una sentenza importante”.

La consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) prende la parola alla luce della sentenza emessa dai giudici della prima Corte d’Assise di Roma ed evidenzia come “dopo anni di ricerca, di attesa e di ostacoli, questo verdetto afferma in maniera netta e granitica la responsabilità per quanto accaduto a Giulio. Al tempo stesso, inoltre, riconosce la natura di un’attività posta in essere da persone legate allo Stato egiziano”.

“Si tratta di un passaggio comunque fondamentale – aggiunge l’esponente pentastellata in una nota stampa – nella ricerca di quella verità che la famiglia Regeni non ha mai smesso di chiedere. Una verità inseguita con determinazione, nonostante il tempo trascorso, le difficoltà investigative e la complessità di un caso che ha profondamente segnato l’Italia”.

“La giustizia – precisa Capozzi – non cancella certamente il dolore. Può, tuttavia, dare un nome alle responsabilità, fissare nella storia giudiziaria ciò che è accaduto e affermare che la vita di Giulio, la sua dignità e la sua memoria non possono essere consegnate all’oblio”.

“Questa sentenza rappresenta dunque un punto fermo: la ricerca della verità – sottolinea ancora la rappresentante del M5S – ha prodotto un accertamento giudiziario che non può essere ignorato”.

“Resta il preciso dovere – conclude Capozzi – di ricordare chi era Giulio, il suo impegno, la sua curiosità e la sua sete di conoscenza”.