Simona Liguori: «Le petizioni popolari non possono finire nel dimenticatoio: i cittadini chiedono di essere ascoltati e coinvolti»

Le petizioni popolari rappresentano uno degli strumenti più importanti di partecipazione democratica, attraverso i quali i cittadini portano all’attenzione delle istituzioni problemi concreti e proposte su temi di interesse collettivo. Per questo motivo è fondamentale che tali istanze vengano esaminate in tempi certi e non restino bloccate per mesi e mesi.

È questo il senso dell’intervento della consigliera regionale Simona Liguori (Patto per l’Autonomia-Civica FVG), oggi nel corso della riunione del Comitato per la legislazione, il controllo e la valutazione (LCV) del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.

«Le istituzioni non possono e non devono ignorare il crescente numero di petizioni popolari che arrivano dal nostro territorio – ha dichiarato Liguori –. È il segnale evidente che i cittadini vogliono far sentire la propria voce e chiedono un maggiore coinvolgimento nelle decisioni che incidono direttamente sulla loro vita».

«Ciascuno di noi consiglieri – ha proseguito – viene interpellato direttamente dai primi firmatari di queste iniziative, che danno voce ai bisogni reali delle comunità. Di fronte a questa richiesta di partecipazione abbiamo il dovere di trovare procedure più efficaci, evitando che le petizioni finiscano nei cassetti per poi essere dimenticate».

Liguori ha quindi annunciato che, qualora non si individui una soluzione condivisa, il gruppo Patto per l’Autonomia-Civica FVG è pronto ad attivare gli strumenti previsti dal Regolamento del Consiglio regionale.

«Faremo – ha concluso Liguori – tutto ciò che è nelle nostre possibilità perché le istanze dei cittadini vengano prese in carico. La partecipazione democratica non può essere considerata un optional, soprattutto quando è la stessa cittadinanza che chiede alle istituzioni di essere ascoltata».