Stop al Parco eolico sul Craguenza, Liguori (CIVICA FVG): «Una decisione che conferma il valore dell’ascolto e della partecipazione»
A commentare la notizia è la consigliera regionale e Presidente di CIVICA FVG Simona Liguori, che già nel luglio dello scorso anno aveva partecipato all’incontro pubblico organizzato da amministratori locali, Comitati, esperti del territorio per discutere sull’impatto ambientale che il progetto avrebbe avuto nelle Valli del Natisone.
«In quell’occasione avevo ascoltato con attenzione cittadini, associazioni e amministratori locali che chiedevano maggiore trasparenza e approfondimenti su un progetto che avrebbe cambiato per sempre flora e fauna del territorio» ricorda Liguori.
L’esito della vicenda ovvero l’individuazione del sito come biotopo suggellato dal decreto del presidente regionale dimostra come il confronto tra cittadini, istituzioni, amministrazioni locali e mondo scientifico possa contribuire a decisioni più consapevoli e rispettose delle peculiarità dei territori.
«Quello che emerge oggi è il riconoscimento del valore naturalistico di un’area che merita attenzione e tutela. È un risultato che nasce dall’impegno di tante persone, delle amministrazioni comunali coinvolte, delle associazioni e di tutti coloro che hanno scelto di partecipare attivamente al dibattito pubblico.»
Per Liguori il tema non riguarda soltanto il singolo progetto, ma il metodo con cui vengono affrontate le grandi trasformazioni che interessano le aree interne.
«Troppo spesso questi territori vengono considerati marginali quando invece custodiscono patrimoni ambientali, paesaggistici e culturali di straordinario valore. Le comunità locali non devono essere semplicemente informate delle decisioni già prese, ma coinvolte nella loro costruzione.»
«La sostenibilità» conclude Liguori «non significa soltanto produrre energia da fonti rinnovabili. Significa anche proteggere gli ecosistemi più delicati, valorizzare il paesaggio e costruire percorsi di sviluppo che tengano insieme ambiente, persone ed economia locale. La vicenda del Craguenza dimostra che ascolto e partecipazione non rallentano le decisioni: le rendono migliori.»




