Tempi di attesa prestazioni sanitarie: Fvg agli ultimi posti tra le regioni italiane
Il Friuli Venezia Giulia è agli ultimi posti tra le regioni italiane per quanto riguarda i tempi di attesa delle visite specialistiche e degli esami diagnostici, ben al di sotto della media nazionale.
Questi dati sono stati pubblicati da AGENAS, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari, che parla anche di un miglioramento tra i tempi registrati nel 2025 e quelli rilevati nel primo quadrimestre di quest’anno.
Miglioramento di cui peraltro i cittadini non sembrano essersi accorti, almeno dai commenti a questa notizia apparsi sui media, che confermano lo stato di estremo affanno in cui versa la sanità regionale.
Ma i dati reali sono ancora peggiori di quelli pubblicati da AGENAS, visto che non si può ovviamente tener conto della chiusura delle agende di prenotazione, quando gli utenti si sentono rispondere dal CUP che le prenotazioni sono chiuse e di richiamare in seguito. Così tante richieste di prestazione non risultano registrate e quindi non c’è traccia documentale del ritardo.
Ciò appare sommamente iniquo in quanto toglie ai malati qualsiasi certezza su quando le cure di cui hanno bisogno potranno essere fornite, trascurando in tal modo anche patologie diffuse e pericolose, come tumori e malattie cardiovascolari.
Eppure, la normativa (L. 266/2005) vieta espressamente di sospendere le attività di prenotazione, ma egualmente questa odiosa pratica viene usata non di rado, fornendo un quadro distorto delle attese, che risultano in tal modo minori di quanto in realtà lo siano, visto che una parte non viene registrata.
E così riesce anche impossibile conoscere la reale magnitudo delle liste di attesa, per cui il monitoraggio dell’Agenzia nazionale non potendo contare su numeri reali diventa inutile, in quanto non è messa in grado di individuare strategie efficaci a contrastare il fenomeno.
Sono anni che va avanti questo andazzo senza che nessuno intervenga nonostante la legge preveda che ai soggetti responsabili di aver chiuso le agende sia applicata una sanzione amministrativa da 2mila a 12mila euro, che spetta alle Regioni applicare.
Ma la Regione FVG che dovrebbe appunto vigilare e sanzionare i direttori inadempienti sembra indifferente e chi viola la legge rimane impunito. Anzi da noi la Regione premia annualmente i Direttori delle Aziende sanitarie per avere bene operato.
Per tanti cittadini i ritardi di diagnosi e terapia significano il protrarsi di sofferenze e disagi, e per qualcuno conseguenze anche fatali, quando ad esempio un tumore viene diagnosticato troppo tardi.
Walter Zalukar
Associazione Costituzione 32




