Terzo settore. Capozzi (M5S): Cooperazione internazionale, Regione Fvg sia più attiva
“La Regione Friuli Venezia Giulia deve assumere un ruolo sempre più attivo nel bacino della cooperazione internazionale e dello sviluppo, senza limitarsi a finanziare i singoli progetti ma, aumentando il suo impegno, diventando un vero e proprio partner del sistema regionale”.
Lo evidenzia, al termine dei lavori mattutini della VI Commissione, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) che, attraverso una nota stampa, precisa come “solo attraverso una coprogrammazione partecipata e una visione comune sarà infatti possibile rafforzare il ruolo della nostra Regione come protagonista delle politiche di cooperazione internazionale”.
“Il Terzo Settore – aggiunge l’esponente pentastellata, facendo riferimento ai temi emersi in aula, dove si sono svolte le audizioni dei rappresentanti di associazioni e organizzazioni di volontariato sul tema della politica regionale di cooperazione e solidarietà internazionale – rappresenta un attore fondamentale, perché pone al centro della propria azione le fragilità dei territori e delle comunità più vulnerabili, individuando i contesti nei quali è necessario intervenire con priorità per contrastare povertà, esclusione sociale, disuguaglianze e violazioni dei diritti umani. Il Terzo Settore costituisce uno strumento indispensabile per promuovere uno sviluppo duraturo”.
“Dalle audizioni odierne – evidenzia Capozzi – sono emerse alcune criticità che appaiono in evidente contrasto con la solidità dei bilanci regionali e che meritano una risposta concreta da parte nostra. In primo luogo, è stata rimarcata la progressiva riduzione delle risorse destinate alla cooperazione internazionale, scelta che rischia di indebolire un settore strategico per la promozione della solidarietà e dello sviluppo. Su questo punto intendiamo intervenire con specifiche proposte emendative nell’ambito dell’assestamento di bilancio previsto per il prossimo luglio”.
“Nella stessa circostanza – dettaglia ancora Capozzi – è emersa inoltre la necessità di aggiornare la legge regionale sulla cooperazione internazionale, approvata ormai ventisei anni or sono. Una normativa che, pur avendo rappresentato uno strumento importante per molti anni, oggi non risponde più pienamente alle nuove sfide globali, ai cambiamenti geopolitici e alle esigenze operative degli enti e delle organizzazioni che quotidianamente lavorano nei Paesi più fragili”.
“Particolarmente rilevante – sottolinea la rappresentante del M5S – è anche il tema dell’individuazione dei Paesi prioritari. In alcuni casi, infatti, questo processo sembra discostarsi dalle finalità originarie della cooperazione internazionale, che trovano la loro ragion d’essere nei principi di solidarietà e sviluppo umano. Troppo spesso i Paesi destinatari degli interventi vengono infatti individuati sulla base di logiche legate alle opportunità economiche e agli interessi di internazionalizzazione delle imprese, finendo per penalizzare contesti che presentano maggiori bisogni umanitari e sociali”.
“I criteri di scelta – conclude Capozzi – dovrebbero invece fondarsi prioritariamente sul livello di povertà, sulle condizioni di vulnerabilità delle popolazioni, sulla presenza di crisi umanitarie, sul grado di sviluppo economico e sociale e sulla necessità di rafforzare i diritti fondamentali delle persone”.




