The Dark Side of the Moon. Il lato oscuro della sicurezza al confine: Radiomobile di Tarvisio al collasso e artificieri di Udine sovraccarichi
Il recente rinvenimento di tre fucili d’assalto in un’area boschiva nei pressi di Fusine, ad opera dei Carabinieri della Stazione di Tarvisio
con il supporto del Nucleo Operativo della Compagnia locale e degli artificieri in forza al Comando Provinciale di Udine, rappresenta
l’ennesima dimostrazione dell’elevata professionalità, dello spirito di sacrificio e del senso del dovere del personale dell’Arma impiegato
quotidianamente sul territorio. Un intervento estremamente delicato, reso ancora più complesso dalla possibile connessione delle armi con episodi di criminalità avvenuti oltreconfine, che evidenzia ancora una volta la strategicità del presidio di Tarvisio, porta d’accesso internazionale e territorio particolarmente sensibile sotto il profilo della sicurezza. Tuttavia, dietro l’ennesimo successo operativo, non possiamo tacere situazioni ormai divenute insostenibili sotto il profilo organizzativo e della sicurezza del personale.
L’Aliquota Radiomobile di Tarvisio versa infatti in una gravissima carenza organica: a fronte di una previsione di 17 militari, oggi risultano in servizio soltanto tre carabinieri, compreso il comandante. Una situazione già di per sé incompatibile con l’efficienza operativa di un reparto fondamentale per il pronto intervento e il controllo del territorio.
A rendere ancora più critica la situazione vi sarebbe il recente impiego provvisorio del terzo militare, circostanza che di fatto impedirebbe
all’Aliquota Radiomobile di impiegare anche una sola pattuglia per il servizio esterno. Ciò significa che un reparto nato per garantire
interventi tempestivi, supporto operativo e gestione degli scenari più delicati, oggi non sarebbe più nelle condizioni di svolgere pienamente
la propria funzione istituzionale. Le uniche pattuglie attualmente impiegate sul territorio sarebbero dunque quelle della Stazione Carabinieri di Tarvisio, il cui personale continua a operare con encomiabile dedizione e professionalità, come dimostrato anche nel recente rinvenimento delle armi. Ma non si può ignorare come le Stazioni territoriali non dispongano dei mezzi, delle protezioni e dell’equipaggiamento specialistico tipico delle Aliquote Radiomobili, strumenti indispensabili per affrontare interventi ad alto rischio in condizioni di adeguata sicurezza. È inaccettabile che i militari siano costretti a operare in scenari potenzialmente pericolosi senza il necessario supporto operativo e
logistico. Non si può demandare ordinariamente alle Stazioni territoriali attività che richiedono assetti, formazione e dotazioni specifiche, esponendo il personale a rischi non compatibili con i principi minimi di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro.
Analoga preoccupazione desta la situazione del personale artificiere del Comando Provinciale di Udine, unico reparto specialistico dell’intera
regione con incarico esclusivo nel delicatissimo settore degli artificieri antisabotaggio. Nonostante l’elevata specializzazione richiesta e la necessità di garantire costante addestramento e prontezza operativa, il personale viene frequentemente impiegato in servizi che nulla hanno a che vedere con le proprie specifiche competenze, come servizi di OCP o incarichi di sottufficiale di giornata. Una gestione che sottrae preziose risorse ai compiti specialistici per i quali tali militari sono stati formati, con inevitabili ripercussioni sull’efficienza del servizio e sull’attività
addestrativa, fondamentale in un settore dove preparazione tecnica e aggiornamento continuo rappresentano requisiti essenziali.
A ciò si aggiunge un ulteriore aggravio: il personale artificiere, oltre a svolgere mansioni improprie, continua comunque a dover garantire anche gli interventi derivanti dalla propria specializzazione, con un sovraccarico di lavoro non più sostenibile, visto che attualmente sono
solo tre i militari con tale specializzazione. Questa organizzazione del lavoro non solo mortifica le professionalità interne, ma rischia concretamente di compromettere la capacità di risposta operativa dell’Arma in un settore altamente sensibile per la sicurezza pubblica.
Come organizzazione sindacale chiediamo con forza: – che si faccia il possibile per ripristinare l’organico previsto per l’Aliquota Radiomobile di Tarvisio per garantire l’impiego di pattuglie automontate dedicate al pronto intervento; – la cessazione dell’impiego improprio del personale artificiere in servizi non compatibili con la specificità dell’incarico; – una pianificazione seria delle risorse umane che tuteli sia la
sicurezza dei cittadini sia quella dei militari operanti. Non è più rinviabile un intervento concreto dell’Amministrazione. I risultati operativi ottenuti quotidianamente dai Carabinieri sul territorio non possono continuare a poggiare esclusivamente sul sacrificio personale dei militari e sul loro senso del dovere. Servono organici adeguati, mezzi idonei e rispetto per le professionalità specialistiche dell’Arma.
La Segreteria Regionale UNARMA Friuli Venezia Giulia




