Traliccio Terna sabotato, si rafforza l’ipotesi che si volesse colpire l’oleodotto transalpino

Più passano le ore e più alcuni punti appaiono fermi, la vicenda del traliccio Terna sabotato a Tolmezzo non è stata azione scollegata dall’oleodotto transalpino SIOT. In sostanza chi ha agito non solo sapeva che quelle linea alimentava la stazione di pompaggio dell’oleodotto ma che i cogeneratori a metano previsti per garantire l’autonomia, non erano ancora in grado di funzionare, informazione quest’ultima che viene detto, non era di dominio pubblico. Insomma un azione ben studiata e pianificata dato che sono stati sapientemente tagliati, probabilmente con una flex o seghetto a batteria, i sostegni del traliccio in modo che non ci fosse un crollo improvviso ma un lento collasso con conseguente interruzione dell’alimentazione. Il risultato è stato il fermo tecnico per tre giorni delle forniture di greggio verso le raffinerie della Germania, dell’Austria e della Repubblica Ceca. Bisogna dire che è stato piuttosto puerile l’iniziale tentativo di minimizzare se non occultare la portata di quanto accaduto. Una cappa di silenzio durata finché dai media tedeschi non è stata fatta uscire la notizia. Sulla vicenda indagano l’antiterrorismo di Trieste e i carabinieri del ROS. Interessati alle indagini anche i servizi per le eventuali piste estere.

Attentato “indiretto” all’oleodotto transalpino, interrotte le forniture alla Germania. Azione dolosa contro il traliccio Terna che alimenta la stazione di pompaggio Siot di Paluzza (Ud)