Udine: fotovoltaico in via Partidor, il Comune rigetta la procedura abilitativa semplificata
Il Comune di Udine ha concluso negativamente la Conferenza dei servizi relativa alla Procedura Abilitativa Semplificata presentata da Saita Immobiliare S.r.l. per la realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra tra via dei Tre Galli e via Partidor, della potenza complessiva di circa 3,4 MW, di cui circa 1 MW destinato al conferimento in una Comunità Energetica Rinnovabile.
La documentazione integrativa presentata dalla società dopo il preavviso di diniego non è stata ritenuta sufficiente a superare le criticità già evidenziate dagli uffici. In particolare, non è stata adeguatamente dimostrata l’idoneità dell’area ai sensi della normativa vigente né l’effettiva appartenenza alla Comunità Energetica Rinnovabile. Permangono inoltre carenze e incongruenze nella documentazione tecnica richiesta da Comune, Regione e Soprintendenza.
“Si tratta di una decisione esclusivamente tecnica, assunta sulla base della normativa e della documentazione agli atti”, spiega l’assessore all’Urbanistica Andrea Zini. “Il Comune è favorevole allo sviluppo delle energie rinnovabili, ma interventi di queste dimensioni devono rispettare pienamente le procedure previste e fornire tutte le garanzie necessarie sotto il profilo urbanistico, ambientale e paesaggistico. In questo caso le integrazioni prodotte non hanno consentito di superare le criticità evidenziate”.
La società potrà eventualmente presentare una nuova istanza corredata dalla documentazione necessaria oppure avviare presso la Regione Friuli Venezia Giulia il procedimento per l’Autorizzazione Unica.
Ambiente. Capozzi-Sergo (M5S): No definitivo a fotovoltaico Partidor, ora urge legge regionale
“Buona notizia per i cittadini di Udine Sud: una delle poche aree verdi ancora disponibili nella zona del Partidor, infatti, rimarrà verde. La transizione energetica va infatti guidata e pianificata, certamente non subita. Adesso si approvino le nostre proposte per essere tra le prime Regioni a recepire al meglio le norme nazionali, ponendo un limite alla proliferazione di questi campi”.
Lo evidenziano in una nota stampa condivisa la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) e il coordinatore territoriale Cristian Sergo, rendendo nota la decisione dell’Amministrazione comunale di Udine, che ha definitivamente negato la possibilità di installare l’ennesimo impianto fotovoltaico a terra sul proprio territorio.
“Nel 2025 erano stati in molti ad aver pensato che, attraverso la legge regionale 2, la proliferazione degli impianti fotovoltaici a terra si sarebbe fermata. Invece, sono sempre molteplici le istanze specifiche che continuano a pervenire ai Comuni. La Regione Friuli Venezia Giulia non ha voluto recepire nemmeno la normativa nazionale modificata all’inizio di quest’anno, consentendo – continuano gli esponenti pentastellati – il deposito di ulteriori istanze in zone che potrebbero essere ritenute non idonee o non adatte all’installazione di impianti fotovoltaici, ma anche di impianti di accumulo (BESS) o di impianti a biometano, troppo spesso installati vicino ai centri abitati, suscitando le giuste preoccupazioni dei cittadini”.
“Per questi motivi, dopo aver ricevuto un’incredibile bocciatura lo scorso marzo, abbiamo predisposto una specifica proposta di legge regionale per porre un limite alla proliferazione incontrollata degli impianti di produzione o di accumulo. L’obiettivo è quello di garantire – concludono Capozzi e Sergo – la possibilità di raggiungere tutti gli obiettivi prefissati dalla Regione e dallo Stato, installando le fonti rinnovabili sulle coperture di edifici pubblici e privati oppure in zone ritenute realmente idonee. E ciò anche limitando l’uso di impianti agrivoltaici, affinché gli stessi siano davvero utili alle aziende agricole del territorio e non a multinazionali poco propense allo sviluppo dei nostri prodotti enogastronomici e del turismo lento, ma molto più propense allo sviluppo dei propri profitti”.




