Udine, l’assessore Ciani a processo per diffamazione. Postato sui social del Comune un virgolettato, in cui accusava la Giunta Honsell di “stare dalla parte dei delinquenti”

“Quella frase non appartiene al mio linguaggio, si è trattato di un errore di comunicazione”. Ha testimoniato così, in qualità di imputato, in Tribunale a Udine Alessandro Ciani, assessore alla Sicurezza del capoluogo friulano, accusato di diffamazione, una spiegazione che in ogni caso e nella migliore delle ipotesi dimostra pressapochismo. Al centro del procedimento una dichiarazione comparsa sulla pagina Facebook del Comune di Udine l’8 novembre 2018, nella quale si diceva che la Giunta attuale era dalla parte dei cittadini e non, come quelle precedenti, dalla parte dei delinquenti.  La frase decisamente irrituale per un sito ufficiale di una istituzione pubblica, concludeva un comunicato nel quale si dava conto della chiusura della scalinata di via Cernaia verso il cavalcavia ferroviario dove erano stati segnalati casi di spaccio. Quella pubblicazione  aveva spinto alcuni componenti delle due Giunte Honsell di centrosinistra a sporgere querela, ovvero gli ex assessori Scalettaris, Giacomello, Venanzi,  Pizza, Santoro, Del Torre e Martines, rappresentati dall’avvocato Stefano Buonocore.  Stando alla ricostruzione dell'assessore  Ciani, difeso davanti al giudice monocratico Mauro Qualizza dall’avvocato Francesca Maurig, il comunicato era stato scritto per gli organi di stampa, ma l’assessore ne aveva letto solamente l’inizio prima del nulla osta alla spedizione e solo dopo alcune telefonate si accorse che era montata la polemica. Insomma tutta colpa dell'addetto stampa.  Ciani, secondo la ricostruzione dell'imputato chiese all’addetto stampa di inviare nuovamente il testo senza la frase incriminata. Tuttavia, la notizia era già finita su alcune testate online e poi, peggio del peggio,  sul profilo Facebook del Comune.  “Senza la mia autorizzazione - precisa l’assessore - dal momento che si trattava di una nota politica e non istituzionale”. Anche per questa pubblicazione Ciani scarica la responsabilità su chi, all'epoca,  gestiva i social del Comune di Udine. Si tratta di  Marco Belviso, all’epoca responsabile della comunicazione "sociale" che ilcomunicato l'aveva prontamente pubblicato dopo averlo ricevuto dal capo ufficio stampa. Insomma nella migliore delle ipotesi un gran pasticcio.   Ciani si scusò sui quotidiani e altrettanto fece il sindaco Pietro Fontanini in Consiglio comunale, confermando però la fiducia al proprio assessore, mentre l’opposizione ne chiedeva le dimissioni. “Strumentalmente”, ha commentato Ciani durante la deposizione. La prossima udienza si terrà dopo l'estate a fine settembre.