Ue-Mercosur, accordo approvato senza se e senza ma

A partire da oggi 1° maggio 2026, il Trattato Ue-Mercosur è in vigore. Si tratta dell’accordo di libero scambio commerciale tra l’Unione Europea e i Paesi del blocco del Mercosur. Profondamente contrari, ne registriamo l’entrata in vigore. Si tratta di un partenariato che andrà a incidere profondamente sui rapporti commerciali tra le due sponde dell’Atlantico. Secondo i firmatari potrebbe portare a significativi benefici economici; dal 2015, noi del Comitato Stop TTIP, osservatori dei Trattati di libero commercio, pensiamo che si facilitano i rapporti commerciali tra gli Stati ma si negano le fondamentali tutele dei cittadini. Che cos’è il Mercosur? Intanto, è necessario chiarire che cos’è il Mercosur: si tratta, come spiegato dalla pagina dedicata sul sito del Consiglio europeo, del “Mercato comune del Sud, un blocco commerciale sudamericano istituito nel 1991”. A oggi “i suoi membri sono Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay”. Raccoglie una popolazione totale di circa 270 milioni di persone.
Il rapporto tra Ue e Mercosur
Tra i due blocchi esiste già un intenso rapporto commerciale. In un approfondimento dell’Unione Europea si spiega, infatti, che l’Ue è “il secondo partner del Mercosur per
quanto riguarda gli scambi di beni, che hanno rappresentato quasi il 17% degli scambi totali del Mercosur nel 2024. Inoltre, sempre l’Unione Europea dichiara che nel 2024 il valore degli scambi
commerciali dell'Ue con il Mercosur superava i 111 miliardi di euro: 55,2 miliardi di euro di esportazioni e 56 miliardi di euro di importazioni. Oltre l'80% del flusso commerciale è stato registrato tra l'Ue e il Brasile. Tra il 2014 e il 2024 gli scambi di beni Ue-Mercosur sono cresciuti di oltre il 36%: le importazioni sono aumentate di più del 50% e le esportazioni del 25%,” un plateale successo” che ci coglie profondamente scettici.
Il rapporto tra Italia e Mercosur
L’Italia ha stretti rapporti commerciali con i Paesi coinvolti. Nel 2023 “il nostro Paese ha importato dal Mercosur principalmente prodotti agricoli (48,9% del totale), mentre l’export italiano era trainato da macchinari (31,8%), mezzi di trasporto (11,7%), prodotti chimici (9,9%) e farmaceutici (8,9%)”.
Qual è il percorso che ha portato all’accordo?
Come ricorda la Commissione europea, i negoziati sull’accordo Ue-Mercosur “sono iniziati nel 2000 e hanno attraversato molteplici fasi nel corso degli anni. Si sono conclusi il 6 dicembre 2024, quando l’Unione e i quattro Paesi fondatori del Mercosur hanno raggiunto un accordo politico” sul partenariato. Il 9 gennaio 2026 i Paesi dell’Ue hanno formalmente approvato l’accordo commerciale, che entra in vigore il maggio.

Cosa prevede l’accordo? C’è qualche tutela per i prodotti europei e, in particolare, italiani?
È in questo contesto che l’Unione europea e il Mercosur hanno siglato un partenariato: questo prevede che il blocco sudamericano elimini circa il 91% dei dazi all’importazione di una vista gamma di prodotti Ue. Si va dalle automobili ai macchinari industriali, fino a prodotti enogastronomici e tecnologie dell’informazione. Allo stesso modo l’Ue rimuove circa il 92% delle sue tariffe sui  prodotti provenienti dai Paesi del Mercosur: tra questi rientrano in particolare la carne bovina, il pollame e lo zucchero. Verrebbero protetti oltre 300 prodotti alimentari dell’Unione che sono riconosciuti come indicazioni geografiche. In questo elenco ci sono 57 prodotti che provengono dall’Italia: si va dal Prosecco al Chianti, dall’Asiago, passando per Gorgonzola, Grana Padano,
Mozzarella di Bufala Campana, Parmigiano Reggiano, il Pecorino Romano e il pomodoro S. Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino.

Da parte nostra è necessario evidenziare alcuni elementi poco o per nulla considerati.
a. L’accordo commerciale UE-Mercosur ha incontrato forti resistenze, principalmente da parte della Francia, supportata da Paesi come Austria, Irlanda e Polonia. Gli oppositori hanno inutilmente fatto presente la concorrenza sleale per gli agricoltori europei, a causa di standard ambientali e sanitari più bassi in Sud America, e temono l’aumento della deforestazione.
b. Gli allevatori e i produttori agricoli europei (in particolare di carne bovina) temono per il futuro di essere travolti dall’importazione di prodotti a basso costo dal Sud America.
c. Le opposizioni hanno sollevato inutilmente preoccupazioni sull’aumento della deforestazione in Amazzonia (Brasile) a causa dell’espansione agricola favorita dall’accordo.

Emilia Accomando, stopttipud@gmail.com