Un quadro impietoso sul futuro della sanità isontina quello che Riccardi ha consegnato all’aula comunale a Gorizia
Un quadro impietoso sulle prospettive della sanità goriziana quello che l’ assessore regionale Riccardi ha consegnato in aula comunale a Gorizia davanti a una Giunta silenziosa e compiacente. E ad un pubblico di cittadini fortemente perplesso. Così descrive quanto si è visto e sentito a Gorizia da parte dell’assessore regionale alla sanità Riccardo Riccardi la consigliera regionale Laura Fasiolo. “Il piano oncologico, sul quale è stato interrogato per tre minuti da noi consiglieri e da alcuni medici ( dott. Adami e dott. Marini), Riccardi con il suo staff, vede eliminati da Gorizia gli interventi alla vescica (Cistectomia), in barba alle eccellenza della equipe, in barba all’attrattività persino da fuori regione, in barba ai volumi nettamente sopra soglia, in barba alla tecnologia robotica. Tutti elementi fondamentali per la definizione del fattore sicurezza; idem è avvenuto sul colon-retto, neppure citati. Nulla sul tema prevenzione del tumore, quasi i problemi si risolvessero con la presunta sicurezza. Con il trasferimento a Trieste degli interventi alle vescica e al colon – retto. E proprio oggi l’ intervento a Udine su “Rete clinica o rete di offerta” la dott Valeria Tozzi ( Bocconi) metteva in forte enfasi i criteri tecnici (volumi/esiti, accessibilità) “ponendo come centrale, per la riallocazione di attività e l’erogazione dei servizi, la mediazione tra interessi locali e obiettivi di sistema”.
Molto si è parlato di Casa di comunità, il nuovo elegante e storico contenitore, un nastro tagliato tra gli applausi, ma senza risposta le domande sui contenuti, su quali specialità e quanti i turni settimanali; certo è, invece, che i MMG continueranno a mancare e risulta un mistero la sostenibilità di un sistema che chieda ai medici stracarichi di pazienti una sorta di” bilocazione”, di reggere a turni anche nelle Case di Comunità. Mi chiedo dove finiranno le visite domiciliari dei MMG? Nel frattempo gli ASAP continueranno a prosperare.
Si era parlato solo marginalmente di Ospedale di Comunità, ma dalle risposte dei tecnici di Riccardi è emerso che l’Ospedale di Comunità
sarà nient’altro che la RSA trasferita nella sede della Casa di Comunità ma, attenzione, con una riduzione di posti letto, 6 destinati agli hospice. Nessuna certezza sull’ ampliamento del Pronto soccorso e sul futuro della cardiologia e UTIC a Gorizia. E ancora nessuna voce sullo sviluppo applicativo e di formazione sulla Telemedicina; poca la chiarezza sul potenziamento e le interrelazioni per la salute mentale
tra Case di Comunità e CSM. Investimenti nel transfrontaliero? Nessun cenno . Può bastare? Conclude polemicamente la consigliera Dem.




